Il fulmine? Scompare al rinascere del giorno.

Come promesso mi accingo a fare una cosa che non andrebbe fatta, cioè spiegare il significato simbolico del mio stemma. Non andrebbe fatta perché un simbolo ha sempre un ventaglio di significati che non può essere facilmente ridotto in forma scritta, tantomeno in poche righe. Inoltre spiegare un simbolo è azzopparlo nella sua dote più importante: la capacità di creare in noi un movimento, di smuovere il nostro intelletto. Per questo nella mia esposizione cercherò di rimanere aderente alla natura simbolica dello stemma.

Lo scudo è sormontato da tre punte uguali e distinte che dominano tutta la figura e la reggono. Un fulmine squarcia l’oscurità, la sua struttura si regge sulla croce rosso sangue, che domina la figura ma non è al centro del fulmine, poiché ogni persona, nel progetto di Dio, vive il Vangelo seguendo la propria specificità, i propri carismi. Il fulmine è bianco. Ciò che amo dei fulmini, che bruciano le loro vite in un istante per tramutare le tenebre in luce, è che scompaiono al rinascere del giorno. Ovviamente c’è dell’altro, molto altro, ma solo tu hai le chiavi.

6 pensieri su “Il fulmine? Scompare al rinascere del giorno.

    • Semplice: che se non si sta attenti al contesto non si va da nessuna parte. 🙂 Prima o poi ci farò anche un articolo, ho raccolto anche foto di simboli in alcune Chiese che piacerebbero a qualunque complottista. 😉
      Il simbolo interroga noi stessi che lo guardiamo, la sua bellezza è questa: pungolare il nostro pensiero, spingendolo a muoversi, un antidoto contro la ripetizione mnemonica che a quest’epoca, malauguratamente, piace tanto. Se vuoi trovare un discorso più approfondito sul simbolo lo trovi qui: http://biancofulmine.com/637/dio-e-morto-perche-siete-ciechi/la-soave-maesta-del-simbolo/
      Ciao 🙂

        • Proprio dal contesto del blog dovresti capire che quello che la tua mente interpreta con un sei in realtà è semplicemente la successione degli spigoli del fulmine. Contestualizzare non significa ritenere la propria idea superiore alla realtà, né interpretare il mondo per categorie preconfezionate. Nel simbolo non c’è nessun sei (fra l’altro i sei non hanno spigoli e la differenza fra spigoli e curve non va mai sottovalutata nei simboli); ho creato il simbolo e lo so. Tuttavia forse questa tua visione insistente del 666 può aiutarti ad indagare sulla tua percezione del mondo, ma questa è una cosa tua personale a cui tu solo devi rispondere.
          Senza generalizzazioni e con attenzione alla realtà, questi sono due buoni modi per iniziare ad interpretare un simbolo altrimenti si finisce col credere che generalmente il pentacolo comune sia un simbolo satanico o che il candelabro a sette braccia indichi esclusivamente la religione ebraica. Fra l’altro se vuoi dare del satanista a questo blog l’idea migliore è fare ricerche sulla simbologia del fulmine, ovviamente ignorando tutto ciò che io ho detto su di esso (ah, il contesto) oltre ad almeno altre otto tradizioni simboliche sul fulmine (che venendo, per opinione comune, dal cielo non si presta molto ad interpretazioni ctonie).
          Comunque ne approfitto per dire che hai centrato in pieno il problema del contesto. Avere una visione categorica del mondo è l’esatta antitesi di contestualizzare. È per questo che spesso non si riescono a capire i messaggi per quello che vogliono significare. L’omicidio dell’innocente e la legittima difesa hanno lo stesso risultato sulla vita di un individuo, eppure si pongono moralmente all’antitesi; coloro che non indagano la differenza non guardano il mondo per quello che è.

          • Io credo invece che sia chi non capisce la differenza tra una provocazione ed una discussione seria ad avere qualche problema.

            Senza considerare il fatto che per un razionalista il 666 non significa nulla e quindi per me poco importa che ci siano realmente dei 6 o meno nel tuo simbolo.

            Piuttosto dovrebbe interessare a voi, sempre pronti a vedere madonne, santi e cristi su toast, alberi, nuvole, ecc.
            La pareidolia e’ una malattia tipica dei credenti di ogni religione.

            La mia provocazione serviva solo a metterti in guardia contro i tuoi stessi seguaci.

          • Bè allora se questo era il problema ti rincuoro subito: io non ho seguaci, il maestro è uno solo, il Cristo, tutti gli altri sono discepoli.
            Proprio perché si trattava di una sterile provocazione ho ritenuto opportuno utilizzare lo spunto per fare un approfondimento utile e costruttivo ai fini del blog, continui a prendere questo blog come un bar per le tue sparate, bè non lo è.
            Continuo a cercare di dire qualcosa di utile grazie alle tue provocazioni: come sempre vedi il mondo diviso in categorie ideologiche, perché non provi a guardare oltre la divisione bianco nero che non porta da nessuna parte? Fra l’altro spero non sia per te una delusione scoprire che il fenomeno percettivo della pareidolia non è una malattia, ma è un processo psichico assolutamente normale e presente in ogni uomo. Se per una volta la foga di ridicolizzare lasciasse spazio alla voglia di indagare forse non ti sentiresti così in pericolo da dover essere sempre arrabbiato contro questo o quel gruppo di persone per difendere a priori le tue sicurezze. Per quanto riguarda “il fatto che per un razionalista il 666 non significa nulla”, anche qui stai cadendo nel superficiale. Tutti i simboli hanno un valore al di là delle credenze dei singoli. Se anche non credi in Dio ma vedi un simbolo che richiama una determinata corrente sai a che universo di valori fa riferimento chi lo utilizza. Quindi un “666” deliberato e richiamante una precisa corrente in un simbolo ha il medesimo significato tanto per il lettore credente che per il lettore ateo. I simboli non c’entrano nulla con la magia, essi richiamano semplicemente universi di significati.
            Buona vita 🙂

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