La debolezza di Dio

“Credere in Dio non è poi così facile come sembra.”

Molte persone vivono di un Dio debole, lo privano dell’onnipotenza e si sentono in dovere di sopperire alla sua debolezza. Questo è un male trasversale alle varie professioni e si manifesta nei modi più bizzarri. Ad esempio se in una rivelazione privata, riconosciuta dalla Chiesa (fatto che, per inciso, non obbliga il fedele a credere, bastando la rivelazione pubblica), Dio ha promesso qualcosa, questi teorici della debolezza di Dio si affrettano a dire a tutti che la promessa esiste, è vero, ma che serve una determinata disposizione, che è limitata da determinate clausole, che non è possibile che sia efficace nella maniera più immediata. Questo nasce dalla paura e dal sentimento tutto umano; da una parte si teme che quanto predetto da Dio non si avveri e dall’altra non si sopporta che Dio possa essere così buono con persone che giudichiamo così inferiori a noi o così simili. Un altro esempio è colui che si affanna a dire che l’unico testo ispirato è quello autografo dell’agiografo, “bene” diciamo noi “dunque Dio ha fallito” poiché quel volume non esiste più. Dio, onnipotente, ha dato una rivelazione destinata a perdersi, pertanto il fatto che non abbiamo un libro dorato chiuso in una teca è un fallimento di Dio, invece che una profonda manifestazione della pedagogia divina che ha ispirato le Scritture con lo Spirito che dimora nella Chiesa.

Si vuole sempre correre a chiudere i buchi, a coprire le mancanze che Dio ha avuto; se una cosa va storta non è potenza di Dio, per noi è un fenomeno casuale, come se il caso fosse il bunker anti-Dio; se il mondo non ci piace, per forza non deve essere perfetto, come se il mondo fosse limite per Dio. Il limite dell’io, per noi, è sempre limite di Dio, leggero egocentrismo. Se Dio promette che chiunque recita per dodici anni delle orazioni non andrà in purgatorio, sarà accettato fra i martiri come se avesse versato il proprio sangue per la fede, conoscerà la propria morte un mese prima che avvenga, santificherà tre anime e salverà le quattro generazioni a lui successive come successo a S.Brigida (potete trovare la preghiera nel mio libro) questa è potenza di Dio e a nulla valgono i commenti. Tuttavia per noi che siamo deboli non è dannoso pensare che chi, per dodici anni, riesce fedelmente a dedicare uno spazio della giornata a Dio, necessariamente ha una disposizione interiore positiva e perseverante, fosse anche all’inizio il peggiore dei peccatori, e se Dio sostiene la perseveranza onererà anche la promessa. E con la sua grazia, guadagnata da quest’opera, disgregherà ogni inciampo alla salvezza. Credere in Dio non è poi così facile come sembra.

4 pensieri su “La debolezza di Dio

    • Ciao, avevo visto la tua email, ma visto che volevo approfondire le tematiche non ti ho risposto subito, ti chiedo scusa se il mio comportamento si è rivelato involontariamente come maleducato.
      Da quando ho iniziato a vivere il Cristianesimo provo qualcosa che è oltre la felicità. Ti auguro una buona vita! Sia lodato Gesù Cristo.

    • Fratello, penso che il demonio stia tramando per la tua disperazione. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato dal Pontefice Giovanni Paolo II (1997 d.C.) si dice ” Il legame della Chiesa con le religioni non cristiane è anzitutto quello della comune origine e del comune fine del genere umano: “Infatti tutti i popoli costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola origine poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra; essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, del quale la provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti, finché gli eletti si riuniscano nella città santa.” (cfr. 842) ” La Chiesa riconosce nelle altre religioni la ricerca […] Pertanto la Chiesa considera “tutto ciò che di buono e di vero” si trova nelle religioni “come una preparazione al Vangelo, e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita”” (cfr. 843) “Ma nel loro comportamento religioso, gli uomini mostrano anche limiti ed errori che sfigurano in loro l’immagine di Dio […] vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale” (cfr.845) “Proprio per riunire di nuovo tutti i suoi figli, dispersi e sviati dal peccato, il Padre ha voluto convocare l’intera umanità nella Chiesa del Figlio suo. La Chiesa è il luogo in cui l’umanità deve ritrovare l’unità e la salvezza. È il “mondo riconciliato” [Sant’Agostino, Sermones, 96, 7, 9: PL 38, 588]. È la nave che, “pleno dominicae crucis velo Sancti Spiritus flatu in hoc bene navigat mundo – spiegate le vele della croce del Signore al soffio dello Spirito Santo, naviga sicura in questo mondo”; [Sant’Ambrogio, De virginitate, 18, 188: PL 16, 297B] secondo un’altra immagine, cara ai Padri della Chiesa, è l’Arca di Noè che, sola, salva dal diluvio” (845) “Il santo Concilio. . . insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermata la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare” (cfr.846) “Questa affermazione non si riferisce a coloro che, senza loro colpa, ignorano Cristo e la Chiesa: “Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e sotto l’influsso della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna”.” (847) “Benché Dio, attraverso vie a lui note, possa portare gli uomini, che senza loro colpa ignorano il Vangelo, alla fede, senza la quale è impossibile piacergli, [Cf ⇒ Eb 11,6 ] è tuttavia compito imprescindibile della Chiesa, ed insieme sacro diritto, evangelizzare” tutti gli uomini.”(848).
      Non sono arrivato a vedere tutto il video, e non ho la scienza (né invero l’autorità) per giudicare le intenzioni di ogni atto del Pontefice Giovanni Paolo II, mi attengo ai documenti ufficiali che ti ho presentato, tuttavia sembra dal tuo video che il Nostro sia un Dio debole, che deve evitare ogni contatto, come se i contatti con l’impuro lo rendessero impuro, invece il nostro è un Dio sacro che rende sacro tutto ciò che tocca, poiché nulla può resistergli, puro-impuro sono dinamiche che vanno bene per gli induisti che non conoscono la verità. San Paolo riporta il poeta pagano Epimenide in Tito 1,12, ha forse fatto pubblica apostasia? Su di lui è crollato l’anatema? La lettera di Giuda in 1,14 cita i testi del libro apocrifo di Enoc, citando il non ispirato è diventato non ispirata la sua lettera oppure quel singolo brano da non ispirato è asceso ad ispirazione? E Marco non ci dice forse che ” Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».”? Provata la bontà della dottrina del Santo Giovanni Paolo II, anche se al giudizio (e con terrore dobbiamo noi avvicinarci ad un compito che è di Dio Altissimo) si scoprisse che in qualcosa ha peccato, si scoprirebbe un’ovvietà poiché ogni santo ha peccato. Tuttavia può forse lo Spirito di Dio aver abbandonato la Chiesa? E’ dunque stata l’opera di Dio vana e la sua risurrezione inutile? Come pula al vento disperse le sue parole? “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.”. Fratello, una è la Chiesa, e non spetta a noi giudicare, ma salvare le nostre anime, possa Dio preservarti nella salute. Io solo non posso nulla in niente, vegli il Signore sul tuo cuore.
      Sia lodato Gesù Cristo.

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