Ateismo e Satanismo, la naturale alleanza fra Margherita Hack ed il fondatore dei Bambini di Satana Marco Dimitri

Vi stupireste se vi dicessi che ateismo militante e satanismo hanno molto in comune? Io mi stupirei a questa affermazione, o almeno una volta mi stupivo. Invece queste due posizioni condividono l’essenza: l’individuo come unico giudice e metro. In fin dei conti è per questo che non può esistere una vera morale atea: se sopra l’individuo non c’è nessuno perché si dovrebbe accettare una morale che limita l’individuo? Nessuno può rispondere a questa domanda perché non esiste una risposta.

Non ho mai trovato un ateo (anche non militante) che sapesse darmi una giustificazione fondata della propria morale. Certo la maggior parte degli atei seguono una qualche sorta di morale, ma la seguono perché è stata loro insegnata, per inerzia, di modo che essa va perdendosi nelle generazioni. Infatti se non esiste una giustizia che è prima dell’uomo, da dove viene la dignità dell’altro uomo? Un sola è la domanda da porsi onestamente per capire l’intrinseca e letterale inciviltà di determinate posizioni: perché devo limitare me stesso per non danneggiare un altro uomo?

Svolte queste necessarie premesse veniamo al fatto. Ecco cosa dice Wikipedia alla voce Marco Dimitri: “Nel 2007, Marco Dimitri è diventato membro del UAAR dove ha conosciuto Margherita Hack e con lei si è candidato alle elezioni politiche 2013 nella sezione Lazio2 del partito Democrazia Atea.” Alcune considerazioni.

Detta così potrebbe sembrare un candidato fra i tanti in una sezione sperduta, se non fosse che Lazio2 è l’unica sezione in cui si presenta Democrazia Atea. Dunque non è un dato irrilevante.

Secondariamente si potrebbe pensare che quello di Marco Dimitri, fondatore dei Bambini di Satana, sia un Satanismo goliardico e strafottente, ma non è così. Da degli atei, cioè dei senza-dio, ci aspetteremmo un materialismo spinto, con visioni sataniche allegoriche sullo stile di molti culti luciferini, ma senza un insieme di credenze irrazionali. Invece «“Per quanto possa sembrare strano”, aggiungono i Bambini di Satana, “un giuramento magico sancito con il proprio sangue non può essere infranto. Nemmeno se è arso o strappato il foglio sul quale lo si è scritto. Un tale giuramento è come una via senza uscita: non si può tornare indietro”.» (M. Introvigne, I satanisti – storia, riti e miti del satanismo, Sugarco Edizioni, Milano 2010, p. 399). Dunque un giuramento magico e pure indissolubile, niente male per dei razionalisti. Veniamo ora alla cara morale atea, perché Dimitri ed i suoi collaboratori nel Vangelo Infernale (il loro testo sacro) danno una fantastica definizione di una morale senza-dio «Satana è denaro, arte e orgasmo, musica, lesbismo e tradimento. Il vero dannato se ne infischia anche dei viziosi suoi complici: li usa e li fotte.» (citato in Ibidem, p.400). Come dicevamo all’inizio se l’unico dio è l’uomo (come ribadiscono nel Vangelo Infernale) gli altri sono solo persone da usare e da fottere. Ovviamente al testo “sacro” non può mancare un elenco dei demoni esistenti (cfr. Ibidem). Per questo culto Satana è in qualche modo la materia dell’universo (cfr. Ibidem). L’individuo ha una potenza assoluta (tipico di chi non riconosce Dio). Nell’universo vige la legge del più forte, la più forte libertà sessuale (senza alcun limite morale) ed il rifiuto dei codici morali. (cfr. Ibidem p. 401).

Se continuiamo a rifiutare la giustizia, che prima aleggia sopra gli uomini, non lamentiamoci del mondo che stiamo creando. Preghiamo per il mondo; e a chi non crede ricordiamo, come ebbi già modo di dire, che quando vige la legge del più forte, il più forte è sempre, e necessariamente, qualcun altro. Buona vita.

8 pensieri su “Ateismo e Satanismo, la naturale alleanza fra Margherita Hack ed il fondatore dei Bambini di Satana Marco Dimitri

    • Allora Margherita Hack è il personaggio di spicco di Democrazia Atea. Questo partito è stato presentato da molti come il suo partito anche se in questa intervista la Hack tratta se stessa quasi come una presta-faccia. In ogni caso sono il suo volto e la sua fama a fare da traino al partito. Democrazia Atea ha solo 11 candidati (si presenta in un’unica circoscrizione). Fra questi 11 candidati c’è il fondatore dei Bambini di Satana (Marco Dimitri). Come dicevo su soli 11 candidati non è possibile sostenere che il pensiero di ogni singolo candidato non sia rilevante; se non per la Hack, per chi davvero tira i fili del partito. Non è nemmeno una questione di censura in quanto è il naturale funzionamento dei partiti l’aggregare persone che condividono determinati punti ed escluderne altri (un teorico del capitalismo è naturale che non venga accettato in un partito comunista, i partiti funzionano così). Ora, per Democrazia Atea ha senso che con coloro che non credono nell’esistenza di un Dio (gli atei) si candidi un satanista che crede nelle pratiche magiche, nei patti di sangue magici e nell’assoluto potere del forte nei confronti del debole. Ciò che è davvero interessante è capire quali sono le radici del legame fra ateismo militante e satanismo magico.
      Grazie per il tuo commento, ti auguro una Buona Domenica.

  1. Scusami ma leggendo questa pagina capisco che non ti sei impegnato abbastanza per informarti. Esistono interi studi filosofici (e non) sull’etica e sulla morale. La morale ha relativamente a che vedere con la religione, nel senso che limita alcuni dei nostri comportamenti bollandoli come immorali (es: atti impuri ecc) ma la religione non è in alcun modo necessaria per considerare una persona “buona” secondo moderni standard occidentali. Potresti allora dire, che la nostra morale è erede del cristianesimo e sarei in parte d’accordo con te. Ma da un punto di vista scettico e secolare, la morale cristiana è fatta dall’uomo. Pertanto non è impossibile concepire un naturale sviluppo della suddetta morale senza alcun intervento divino. Resta il fatto che va giustificata. L’altruismo è osservabile non solo negli esseri umani, ma anche nei nostri cugini evolutivi come gli scimpanzè e i bonobo. Quindi c’è , nell’altruismo, una componente biologica. Il vantaggio di avere una morale è a mio avviso evidente. Innanzitutto bisogna chiedersi: In che tipo di società ciascuno di noi vuole vivere? Ateo e non? Vogliamo forse vivere in una società di totale anarchia senza quindi i privilegi che sono naturale conseguenza di una società morale e organizzata, senza quindi i benefici della tecnologia, della divisione del lavoro, del godere dei contributi che ciascun membro della società fornisce e dai quali noi tutti ne ricaviamo un vantaggio? La morale è totalmente arbitraria. Siamo noi a decidere in che tipo di mondo vogliamo vivere, e francamente penso che sarebbero poche le persone che sceglierebbero di vivere in una società darwinista. Pensaci, anche un essere umano alto 2.20 m , muscoloso e intelligente 3 volte Einstein avrebbe difficoltà enormi ad accettare di vivere in una società siffatta. Non gli converrebbe perchè anche il piu’ stupido e debole sarebbe in grado prima o poi, di pugnalarlo alle spalle e mettere cosi’ fine alla sua esistenza. Voglio dire, la morale è il risultato dei nostri desideri, delle nostre aspettative, dei nostri convincimenti. Sappiamo instintivamente cosa vogliamo. La regola d’oro per una morale universale sarebbe quindi non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Tutto qui. Siccome ogni individuo sessuato ha l’istinto di riprodursi e diffondere i propri geni, la società è a questo scopo un perfetto mezzo di trasmissione genetica per il semplice fatto che consente un diverso tipo di selezione naturale, diverso da quello che avviene , per esempio, nel caso dei leoni. Si può dire consenta un processo selettivo piu’ incoraggiante dal punto di vista umano nel senso che, ad ognuno viene praticamente data , almeno in principio, la stessa opportunità per riprodursi e sarà l’ambiente a determinare se questo accadrà oppure no, ma chiaramente nel 99% dei casi cio’ sembrerebbe accadere data l’enorme varietà di individui troverai sempre qualcuno che sia in grado di apprezzare o essere apprezzato da un altro individuo. Da un punto di vista evolutivo è quindi facile capire che il “gene” che in qualche modo predispone non solo l’essere umano, ma anche altre specie ad essere “sociali”, costituisce un enorme vantaggio dal punto di vista evolutivo.
    Questo dovrebbe rispondere alla tua domanda principale. Inoltre, l’ultima volta che ho controllato, la nostra società (intendo società umana) è basata sul fottere il prossimo in un modo o nell’altro. Certo lo si può fare in maniera piu’ spudorata (nel caso di olocausto nucleare per esempio, o altri scenari post apocalittici) ma lo si può fare in maniera anche piu’ meschina come avviene in tutte le società umane. Si tratta chiaramente di una tendenza umana motivata dall’egoismo, poichè ogni individuo di qualsiasi specie è egoisticamente spinta dai propri istinti di sopravvivenza. Ed e’ normale ma ciò non vuol dire che i crimini debbano passare impuniti. La nostra società oltre ad essere un prodotto dell’evoluzioen biologica è anche, in conseguenza di ciò, un patto sociale che va rispettato per consenso collettivo. Non esiste una morale assoluta. Non esiste una legge assoluta. Non esiste una verità assoluta. Tutto, in questo universo, se guardato attraverso la prospettiva umana, è e sempre sarà , una verità relativa, una morale relativa, una legge relativa.

    ” e a chi non crede ricordiamo, come ebbi già modo di dire, che quando vige la legge del più forte, il più forte è sempre, e necessariamente, qualcun altro. Buona vita.”

    Credo di aver risposto anche a questo.


    [Messaggi riunificati] Volevo aggiungere, per essere pertinente al titolo dell’articolo, che questa alleanza tra Democrazia Atea e satanismo o come si chiama, è a mio avviso un semplice atto di opportunismo. Probabilmente avranno fatto le loro considerazioni ma non ne condivido i risultati. Non vedo come ateismo che di solito combacia con scetticismo , e magia possano in qualche modo integrarsi. Ripeto, è una semplice convenienza a livello politico. Non mi interesso di politica e non ne so abbastanza su Democrazia Atea, fatto sta che è una spiacevole notizia.

    • Ciao Secular,

      ti ringrazio per il tuo ottimo commento.

      Prima di tutto vorrei dire che concordo abbastanza sul fatto che sia un atto di opportunismo (catalizzare tutti i voti di una determinata nicchia potrebbe essere molto proficuo per un piccolo partito), tuttavia non posso essere d’accordo sul fatto che sia solo un atto di opportunismo. Non tutte le nicchie verrebbero accettate allo stesso modo. Secondo me la visione individualista del mondo potrebbe essere un buon punto in comune, però se ne può discutere. Anch’io come te non ne condivido i risultati.

      Per quanto riguarda il resto del tuo commento ci sono alcune cose da dire secondo me.

      È vero che l’uomo ha una propensione biologica a socializzare e, sono abbastanza convinto, anche a fare il bene (una morale universale naturale insomma). Tuttavia l’uomo è tale per cui non è obbligato dalle proprie propensioni. L’uomo può scegliere.

      Ora tu dici che all’uomo convenga la morale, poni dunque la morale sul piano dell’utile. A ben vedere però all’uomo non conviene la morale, conviene che gli altri rispettino la morale. Conviene inoltre essere accettato. Dal punto di vista dell’utile quello che ha un utile massimo (a livello individuale) è chi asseconda se stesso in ogni modo facendo credere agli altri di essere rispettoso. Alcuni sociologi lo definirebbero free rider. Fatto sta che nessuno può imporre una morale, quindi se la morale non è accettata intimamente come norma semplicemente non viene rispettata e, in un’ottica materialista, questo dà più utile. Rubare milioni di Euro è materialisticamente più utile che non farlo. Poco contano i discorsi sulla società in generale perché la morale è del singolo.

      Ci sono poi sempre stati uomini che vivono con la legge del più forte, non solo perché lo fanno di nascosto (e questi sostanzialmente sono tutti gli individualisti), ma anche palesemente qualora abbiano un gruppo a sostenerli. Certo un singolo non può fare molto ma un boss della mafia con un migliaio di “dipendenti” può farlo esplicitamente anche se non è Einstein e non ha neppure i muscoli. Lo Stato poi ha ancora più potere (e quante volte uno degli Stati o chi per lui non rispetta la morale?)

      Ora tu proponi la regola “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”. E dici che questa è una regola universale. Tuttavia rilevo che questa regola è basata su un assunto implicito: la dignità della persona umana. Ma la dignità della persona umana non è un dato che possa essere ricavato dal nulla. I romani ed i greci la riconoscevano solo a determinate persone, negli imperi assolutistici orientali praticamente nessuno aveva dignità. Delle donne e degli schiavi non parliamo. Il vero punto è questo: perché l’uomo ha dignità? Perché pur potendo, senza alcuna conseguenza per me ma solo vantaggi, devo rispettare l’altro uomo? C’è voluto San Paolo a dire “non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.”. La dignità non è una cosa scontata. E non lo è nemmeno oggi: quanti gruppi lavorano per togliere la dignità alle fasce più deboli? A chi non si può difendere? Non è forse questa la legge del più forte? Questo è il vero problema.

      So che per noi è davvero difficile renderci conto che questo non è scontato, ma è perché ci è stato insegnato così. Tuttavia già oggi molti lavorano contro questo precetto, e domani, se non sappiamo più perché l’uomo ha dignità, i nostri figli ci chiederanno: perché devo rispettare gli altri? E noi non sapremmo rispondere razionalmente e piano piano lasceremo perdere. Serve a qualcosa dire che apparteniamo alla stessa specie? E allora? Che siamo unici? E allora? Che gli altri sono sensibili? E allora? Tutto questo ha senso se di fondo c’è il concetto della dignità dell’uomo. C’è chi ha provato a legare la dignità alla produttività; e chi non produce? La dignità alla piena coscienza; e i bambini? La dignità all’intelligenza; e i dementi? La dignità alla perfezione genetica; e noi tutti? L’uomo deve valere per quello che è non per quello che fa. Ma perché l’essere dell’uomo è così prezioso?

      Quando si è dimenticata la risposta, si è aperta la porta ad ogni crimine. Certo non subito, magari di nascosto, magari piano piano, ma se l’uomo non ha dignità in sé non esiste più un freno.

      Non si possono raccogliere per sempre i frutti di un albero ormai secco.

      Grazie del tuo intervento, stammi bene!

      BiancoFulmine

      P.S.: in questi giorni potrei metterci un po’ a rispondere ai commenti, portate pazienza 🙂

      • Tocchi dei punti molto interessanti, prendiamo il primo per esempio.
        Si sono d’accordo con te che una visione individualista potrebbe in qualche modo costituire un punto di incontro tra le due … non so come definirle… entità politiche?
        Credo sia proprio che questo punto di incontro sia l’unica cosa in comune ma non è da solo sufficiente ad integrare l’uno nell’altro. Il concetto di magia non credo sia implicitamente estraneo all’ateismo, ma di solito è la logica e lo scetticismo che guidano l’ateo a rimanere e/o a diventare tale. (io sono nato da famiglia cattolica, frequentato scuola cattolica e mi sono reso conto di essere ateo a circa 12-13 anni, mia nonna è stata catechista ecc). Quindi a mio avviso sono due cose in principio incompatibili, e in questo caso cercano di forgiare un’alleanza che non regge da un punto di vista “ideologico” ma che evidentemente hanno ritenuto essere un male necessario per combattere insieme su un fronte comune. Cosa che non condivido. Infatti credo che chiunque sia fermamente convinto di una delle due non approverebbe questa decisione fatta dai suoi leader.
        Però io aggiungerei che da quel che ho capito dalla tua idea di “individualismo”, non credo sia necessariamente , come dire, una cosa estrema e nagativa. Nel senso che una sorta di egoismo è proprio la forza trainante di ogni forma di vita, essere umano incluso, e non credo che l’ateismo in qualche modo , esasperi questo egoismo individuale.
        L’uomo è come dici tu, libero di scegliere (in senso lato, sono determinista ..). Questo vale anche per le persone “religiose”. Voglio dire, esistono atei che scelgono di commettere azioni che non rispettano la regola universale (in senso di universalmente umana) di cui sopra. Ma esistono anche persone religiose che fanno altrettanto e molti lo fanno anche in nome della religione. Pertanto non si tratterebbe di un presupposto allontanamento dell’uomo da Dio ma bensì di una semplice capacità di alcuni individui di comportarsi in un certo modo. Definendo quindi la morale in base alla prospettiva umana, direi che esistono persone malvagie e persone buone a prescindere dalla propria religiosità. Mi pare di capire che moltissime persone siano in realtà , in genere, brave persone. Con i loro difetti, certamente. Però basta guardare come in tutte le realtà umane esiste una qualche morale slegata dalla religione. IN tutte le società si trovano idee sulla morale che sono condivise da tutte le altre, perchè essenzialmente se non si ha un’etica non si può avere una società. Certo, la concezione di morale può variare in diverse realtà umane, ma vi sono degli aspetti sempre presenti. Non è un caso , tra l’altro, che in quelle società meno progredite , tipo molte realtà islamiche, vi sia una concezione di morale anche molto diversa dalla nostra. Anche loro però affermano di prendere la propria morale da Dio. Chi ha ragione? E i buddhisti allora? E le religioni tribali? Se vogliamo dire che tutte le società la cui religione principale non è quella cattolica (o cristiana in generale) sono proprio quelle società in cui viene dato piu’ spazio al “male”, direi che si tratterebbe di in giudizio piuttosto superficiale in quanto potremmo semplicemente parlare di società meno progredite, con una concezione di società meno avanzata (e di consequenza di senso civico e rispetto per il prossimo in termini di patto sociale condiviso da tutti). La morale cristiana infatti, non credo sia mai esistita sostanzialmente. Vogliamo paragonare le società, sempre cristiane, dei secoli scorsi? Non mi risulta che il senso etico sia rimasto invariato, ma anzi è migliorato e non credo a causa di un fantomatico e progressivo avvicinamento dell’uomo a Dio. (infatti ovunque vai trovi gente che afferma un declino della religiosità e chi afferma l’esatto opposto o addirittura chi afferma che la Chiesa sia dominata da Satana ecc).
        Insomma trovo che essere “buoni” per paura di essere puniti da Dio sia una pessima ragione per essere buoni. Sarebbe invece piu’ nobile, forse, accettare la propria natura umana come frutto di miliardi di anni di evoluzione (il cui fatto non penso, in quanto cattolico, tu metta in discussione) e accettare che la nostra attuale morale sia la combinazione di fattori biologici e culturali, sicuramente influenzati dalla religione ma non esclusivamente dipendenti da essa. Se non fosse stato per il cristianesimo probabilmente ci sarebbe stato altro. E ripeto, in quanto ateo, la vedo come una morale ideata da un essere umano sorprendentemente avanti per il suo tempo (Gesù di Nazaret). Infatti è una morale che consente cooperazione ed è accettata in quanto tutela ogni singolo individuo. (e quindi ognuno ne capisce il vantaggio). Gesu’ è stato un gran genio in questo.
        Inoltre per continuare sullo stesso argomento, la morale di cui tu parli, che è strettamente legata ad un qualche riferimento religioso, non può che venire dalla Bibbia (nuovo + vecchio testamento). Tralasciando il fatto che il primo testamento non credo sia una buona guida per una morale che noi, modernamente, definiremmo giusta, la maggior parte delle persone quando viene confrontata con una specifica situazione che richiede una scelta dalle conseguenze etiche non trascurabili, di solito non va a cercare nella Bibbia o nella sua interpretazione o nei suoi insegnamenti (qualunque questi potebbero essere).
        Molti si affidano a quello che è un innato senso di ciò che è giusto nel senso di rispettoso nei confronti delle norme giuridiche e sociali. Inoltre, spesso e volentieri, dai libri sacri prendiamo e scegliamo ciò che piu’ si adegua al nostro pensiero moderno perchè ritenuto piu’ etico e giusto.

        La morale come dici tu è del singolo ma fa parte di un patrimonio di norme socialmente accettate da tutti. Ora, non sono un sociologo, non sono un filosofo e di certo non posso definirmi un esperto in nessuna delle scienze tantomento quelle umanistiche e non esatte.
        Posso però dirti come la penso , facendo diciamo, delle osservazioni basate su quello che vedo io personalmente. Il discorso è che generalmente è vero che la morale può essere in parte giustificata sul piano dell’utile. Ma parliamo di un utile individuale. Nel senso che a noi tutti conviene aiutarci a vicenda per sopravvivere (lo fanno pure gli animali). Quindi penso non ci sia disaccordo tra noi sul fatto che almeno una grande fetta delle norme etiche sia dovuta al processo di evoluzione che evidentemente (e anche logicamente) favorisce una propensione a formare dei gruppi per preservare i geni a livello individuale. Evidentemente individui con un forte senso sociale , aggregandosi ad altri riescono meglio a difendersi e a sopravvivere e a riprodursi e quindi a trasmettere questo senso sociale alle future generazioni. Per quanto riguarda coloro che non sono in grado di produrre, e quindi non in grado di fornire un utile effettivo alla società posso solo dirti che viene applicata la stessa regola. Non fare agli altri quello che tu non gradiresti fosse fatto a te. Questo non esclude in alcun modo coloro che non sono in grado di fornire un qualche contributo alla collettività. infatti sono gli stessi istinti, gli stessi geni che ci spingono ad essere altruisti nei confronti di perfetti sconosciuti oppure handicappati ecc. Insomma, in genere siamo spinti ad aiutare gli altri aspettandoci un simile comportarmento dal prossimo perchè tutti ne ricaviamo un vantaggio anche se chiaramente nel caso di persone non abili questo vantaggio non ci sarebbe (anche se non sta a noi stabilirlo, magari ci sbagliamo salvo casi estremi). Ecco in questo caso posso semplicemente dirti che si tratta di un “effetto collaterale” di quello che è il nostro istinto. Cio’ però non deve trarci nell’inganno che si tratti di una cosa degradante e insignificante. E’ un istinto che abbiamo e andare contro questo istinto ci renderebbe infelici. Sarebbe andare contro la nostra stessa natura e molti di noi non lo gradiscono. Ci sono si, individui che non hanno tali inibizioni ma sono una minoranza e in nessun modo sono quel che sono a causa della loro assenza di religiosità (o viceversa, presenza di questa). Inoltre non vedo come un Dio dovrebbe risolvere il problema della morale. Supponiamo ci sia e che ci abbia dato una morale. Perchè rispettarla? Perchè dovrebbe essere giusta quella morale? Perchè Dio ce l’ha data e va accettata? Non vedo come questo possa in alcun modo rendere la morale piu’ facilmente assorbibile a livello individuale rispetto ad una perfettamente naturale e razionale spiegazione. In questo caso la selezione naturale, se vogliamo, è una sorta di Dio impersonale che ci rende ciò che siamo, senza dover per forza giustificare ogni singolo effetto collaterale dovuto ad essa cercando di trovare un significato assoluto e divino con il quale giustificarlo.
        L’uomo vale per ciò che è. E sono d’accordo con te e spero di aver fornito una risposta quantomeno accettabile come possibile spiegazione anche da chi ha una forte fede religiosa.
        Per concludere direi che è possibile concepire società… magari società non umane (chessò, società aliene) in cui ipoteticamente regni la piu’ totale anarchia, libertà di stupro ecc. Se gli individui di quella società sono , come dire, portati per una moltitudine di fattori e ragioni ad essere quel che sono (stupratori, omicidi, ladri ecc) allora non vedo quale sia il problema se tutti i membri di quella specie/società lo accettano. La cosa importante è che non si venga a disturbare la quiete della MIA società con idee che trovo contro la mia natura e che non potrei mai condividere.

        • Gentile Secular,

          ho letto con molto interesse il tuo abbondante post e le tue teorie aprioristiche sul fatto che i geni siano i principali responsabili della morale. Però devo fare necessariamente alcune osservazioni.

          Prima di tutto mi pare di notare che il tuo punto di vista è fortemente etnocentrico. Definisci tutte le culture altre dalla nostra (per nostra intendo l’Occidentale in senso lato) più retrograde. Come se ci fosse un necessario passaggio da tutte le altre culture alla nostra e come se la nostra fosse indiscutibilmente il faro di tutta l’umanità. È una teoria molto diffusa e piuttosto affascinante, tuttavia temo sia un po’ difettosa dal punto di vista storico. La nostra bella società occidentale, giusto per dimostrare che il progresso è continuo, nel secolo appena concluso è stata così faro di civiltà da dare i natali al Nazismo, all’Olocausto degli ebrei, allo sterminio programmato (ad es. i Kulaki); così civile da ripristinare la tortura come mai prima d’ora in occidente (tortura che si pratica tranquillamente verso certi oppositori in tutte gli stati “civili” come gli USA; ad esempio, su Google, cerca obama ndaa fy2012 ). Tortura che ovviamente adesso è più scientifica, integrata con studi di psichiatria e psicologia. Inoltre la nostra è la società che, come dimenticarlo, ha trascinato il mondo nei due peggiori conflitti globali che si siano mai visti (ma in fin dei conti si tratta solo di cento milioni di esseri umani che non torneranno più a casa, che vuoi che sia?). È pure la società che, nei secoli precedenti, ha inventato il razzismo (che deriva dalle teorie biologiche darwiniste dei rivoluzionari Inglesi e Francesi); la società dell’aborto libero e, ovviamente, dell’eugenetica. Abbiamo pure un altro primato noi moderni in Europa, siamo i primi ad aver commesso un genocidio, quello dei Rivoluzionari Francesi in Vandea, mai prima d’allora si sterminavano persone scientificamente per la sola appartenenza ad un gruppo, prima si sterminavano colpevoli (certo per i nostri metri alcuni non erano colpevoli, ma comunque c’è una bella differenza d’intenzione). Pensa che in Vandea visto che la ghigliottina non ammazzava abbastanza avevano inventato delle simpatiche navi su cui caricavano la gente, poi toglievano i tappi e le facevano affondare, molto più efficienti, circa duecento persone al colpo, i Nazisti in confronto sembrano dilettanti. (Ovviamente di questo non c’è dubbio visto che sono state ritrovate le liste chiare e minuziose ad opera della burocrazia al servizio dei Rivoluzionari Francesi). Con ciò non voglio dire che sia tutto orrendo, voglio dire che dobbiamo un po’ stare attenti con l’etnocentrismo ed in particolare con l’esaltazione a-critica del continuo ed infinito progresso della civiltà (una teoria pure irrazionale).
          In secondo luogo c’è l’aspetto contrario, il fatto che a noi popolo occidentale di base alcune pratiche facciano ancora impressione, non significa assolutamente che ciò indichi una naturalissima e coercitiva forza dei geni che ci obbliga ad essere buoni. L’homo sapiens sapiens pare avere sui duecentomila anni, mi sembra un po’ strano che questi potenti geni abbiano manifestato il loro effetto solo negli ultimi secoli (che poi visto quanto sopra…) e solo in Occidente. La realtà è che nelle altre società c’è stato il più variegato comportamento umano, cose che fanno accapponare la pelle e che sono tornate in Europa solo a seguito della Modernità (con Nazisti, Comunisti e compagnia). Se veramente i geni sono così potenti come si spiega tutto il male? Con le sovrastrutture? Ma i geni non sono forse prima delle sovrastrutture? Dunque come possono le sovrastrutture essere nate schiacciando la forza così dirompente dei geni? Tutto questo per dire che non è così scontata la teoria aprioristica della bontà dell’uomo su base genetica.
          Poi mi piacerebbe capire come si unisce la tua idea che l’uomo ha una “regola universale (in senso di universalmente umana)” con la tua idea che la morale è esclusivamente relativa. Se c’è un universale la base della morale non può essere relativa, invece se la morale è sempre relativa come pure sostieni non può esserci un universale.

          Fatte queste premesse più metodologiche che altro cercherò di arrivare ai punti della questione.

          Come dicevo il punto è uno solo, tutta la morale che ci piace tanto può avere una sola base: la dignità della persona umana. Questa base non è scontata perché ci sono e ci sono state moltissime società in cui l’uomo non aveva dignità.

          Caduta la dignità anche la tua legge universale perde qualunque valore, certo si possono fare dei ricami per dire come sia conveniente (cioè utile). Ma ciò legittima ad andare contro la legge ogni volta che la convenienza è da un’altra parte. Puoi parlarmi ore per dirmi come secondo te la convenienza generale sia questa, ma 1) ciò non significa che la convenienza particolare sia questa (e gli uomini agiscono sempre dalla propria prospettiva) e 2) il fatto che secondo te questa sia la convenienza generale non significa né che gli altri lo pensino né che lo sia davvero. I Nazisti che sterminavano gli Ebrei lo facevano proprio perché secondo loro era la convenienza generale.

          Se l’uomo non ha dignità allora non ha rispetto in quanto uomo, ma solo in funzione di una idea dominante a lui prioritaria. Dunque ha il rispetto solo in funzione utilitarista (e pertanto non esiste una morale). Ad esempio se io decido che la priorità è il bene comune, posso, in quest’ottica eliminare tutti coloro che vanno contro la mia idea di bene comune (ad esempio tutti i Kulaki).

          Ora, e questo passaggio è molto importante, ciò non significa che i singoli capiscono questo meccanismo e smettono di essere morali subito, significa che se io svuoto la morale in favore di un utile, nel giro di poco tempo la morale va scomparendo perché non esistono più le basi che la sorreggevano. Certo per alcune generazioni il popolo continua meccanicamente e senza motivo a ripetere le routine morali, ma queste essendo svuotate del loro significato finiscono per perdersi. Troverai su internet teorici moderni dell’infanticidio, della pedofilia, dell’eugenetica senza problemi; certo molti ancora non accettano queste idee, ma la mancanza di una qualunque forza nella morale rende inevitabile l’insostanzialità di ogni posizione contraria alle peggiori aberrazioni.

          La validità metafisica di una morale come quella Cristiana non deriva né dalla religione in sé ne dalla paura di essere puniti da Dio (che c’entra nulla con la fondazione metafisica della morale). Deriva da Dio stesso, non il Dio adorato dall’Islam o dal Buddismo, ma dal Dio vivente del Cristianesimo. Dio si fa garante della nostra inestimabile dignità (noi siamo ad immagine di Dio), del nostro inestimabile valore (Dio che muore per tutte le singole persone) e della nostra preziosa uguaglianza (Dio che adottandoci ci fa tutti egualmente fratelli, “non c’è più giudeo né greco”).

          Ora ciò è provato dal fatto che il concetto dell’uguale dignità di tutti gli uomini entra nel mondo greco-romano con il Cristianesimo. Anzi una delle obbiezioni più forti che facevano i Romani al Cristianesimo è che fosse una religione per donne e schiavi, dunque destinata al fallimento. I greci non avevano nemmeno un termine per definire quello che noi intendiamo con la parola “persona” e nel latino il termine assunse questa valenza solo con il contributo dei pensatori Cristiani.

          La dignità dell’uomo non è qualcosa che possa essere provata e motivata senza il Dio vivente. Poiché qualunque attributo abbia l’uomo, se esso è un semplice prodotto del caso ed è destinato a tornare nel caos, non vale nulla. Sempre un altro uomo potrà razionalmente e legittimamente alzare le spalle e fare quello che vorrà con quel figlio del caso destinato a diventare cenere e scomparire per sempre.

          Per gli Aztechi la convenienza era avere migliaia di schiavi adoranti a cui ogni tanto strappare il cuore. A livello di pura convenienza sarebbe convenuto ad un Azteco o ad un cittadino Romano scendere dal suo piedistallo per rendersi uguale a donne e schiavi? Evolutivamente i Romani erano stati i padroni assoluti del mondo antico con lo sterminio e la guerra, evolutivamente persero la loro capacità di dominare il mondo quando persero la capacità di fare la guerra (cioè di ammazzare professionalmente altri uomini).

          Non c’è ragione che tenga: se l’uomo è prodotto dal caso il suo ritorno nel nulla è un insignificante sobbalzo del caso. Non c’è uguaglianza nel caso, non c’è valore nel caso né c’è dignità nell’essere un fuscello in balia della tempesta del nulla. E la convenienza, per te, è un bel discorso, ma, nei fatti, è solo un metro affinché il più forte (che può essere la società o il tiranno) faccia quello che vuole.

          La mia risposta può reputarsi conclusa, però voglio ora affrontare alcune questioni minori per risponderti in tutto.

          Il Cristianesimo Cattolico non è una religione del libro. Non è un libro a fondare la scienza, ma una persona: Gesù il Cristo. La Bibbia intera non è assolutamente in via primaria una raccolta di leggi, è un libro che parla dalla prima all’ultima pagina di Cristo e del suo mistero. È, insomma, un’autocomunicazione di Dio all’uomo. Te lo dico perché se non la interpreti così non potrai mai capire nulla nel senso che il Cristiano dà alla Bibbia. La Bibbia è un percorso personale. Non la devi leggere con l’occhio del professore di diritto, altrimenti non comprenderai nulla. (Non a caso la Bibbia da sola non conta nulla, sempre tre sono le fonti: Sacra Bibbia+Sacra Tradizione+Sacro Magistero). Questo lo dico solo per aiutarti a non fraintendere 🙂

          A un certo punto dici “È un istinto che abbiamo e andare contro questo istinto ci renderebbe infelici”. Chiedo: intendi forse che andare contro qualunque istinto renda infelici? Perché se intendi così la vendetta è lecita, per alcune persone anche l’omicidio o la pedofilia sono lecite. Se invece intendi solo gli istinti buoni (e cosa definisce che sono buoni? L’istinto? Ma allora anche la vendetta è buona perché è un istinto; se invece non è l’istinto cosa definisce che sono buoni?) non posso che notare che comunque sottometti il fatto di comportarci bene all’istinto che in questo modo ci rende felici. Dunque tu prendi l’uomo che è razionale e fondi la sua morale “razionale” sull’istinto. C’è qualche problema di fondo. Così svilisci la massima capacità dell’uomo (l’essere razionale) sottomettendo l’uomo all’istinto. Cioè nella morale razionalista che prospetti il fondamento della morale individuale è l’istinto. Inoltre se ora mi dicessi che l’istinto deriva dai geni e dunque scegliendo i geni siamo razionali ti risponderei che, in primo luogo, il punto della questione cambia poco e che, in secondo luogo, per i motivi sopraesposti la teoria sui geni come costruttori inderogabili della morale è per ora una semplice ipotesi di studio aprioristica e dunque a ben poco di fondamento razionale.

          Curiosità personale: dici di esserti “reso conto di essere” ateo a dodici-tredici anni. Quindi volevo chiederti: questo tuo esserti reso conto che basi ha? Istintive e sentimentali oppure razionali? Ritieni le tue idee di allora ancora perfettamente fondate o sono maturate nel tempo?

          Magia e ateismo sono estranei nelle loro formulazioni più proprie. Questo per un semplice motivo: ateo è chi nega l’esistenza di dio. Ora noi certamente non chiamiamo atei i pagani perché avevano più dèi non-onnipotenti. Dunque l’ateo è colui che nega l’esistenza di qualunque dio. La magia in qualunque sua forma vuole ottenere effetti servendosi di forze estranee a sé che esulano dal mondo fisico. Ora una forza che esula dal mondo fisico ed è estranea alle singole persone certamente a diritto entra nel campo delle divinità di tipo pagano. Se qualcuno ne riconosce l’esistenza non può a rigor di termini dirsi ateo. Poi mi rendo conto che ci possono essere varie professioni di ateismo (e pure usi impropri del termine magia).

          La cosa importante è che non si venga a disturbare la quiete della MIA società con idee che trovo contro la mia natura e che non potrei mai condividere.”, caro Secular questo è già stato fatto poiché se, come appare, la tua idea di morale è basata sulla dignità della persona umana ed in particolare sulla regola “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, troverai svariati esempi di come queste regole sono attaccate su più fronti e di come in alcuni casi già adesso non vengano rispettate.

          Grazie della bella discussione,
          con simpatia.

          BiancoFulmine

  2. Se l’individuo si fa dio, ossia vuole essere metro e giudice di tutto, è chiaro che è fuorviato dall’orgoglio e dalla superbia. E questo è il “peccato” satanico per eccellenza.
    Massoneria, satanismo e ateismo vanno a braccetto.
    Se tre sono le tentazioni fondamentali – beni e piaceri materiali, vanità e potere – subite anche da Gesù nel deserto, direi che riguardo ai beni materiali (ricchezza) e al potere, l’attività più pericolosa proviene dalla massoneria, che adora in particolare questi idoli satanici e disprezza l’individuo, soprattutto se debole, oltre alla vita in senso lato, nel nome dei propri interessi materiali e commerciali.
    Le tecniche di genocidio lento e subdolo di una popolazione, da parte della massoneria, sono nascoste ma efficacissime, a cominciare dalla diffusione dilagante della corruzione sessuale.
    Ovviamente, per fare ciò, NON deve esistere una morale di alcun genere, perché sarebbe già di per sé un pericolo e un ostacolo al potere (satanico).
    Per il principio dell’anarchia e della confusione, tutto è lecito e tutto è permesso, nella massoneria come nel satanismo, mentre l’ateismo acconsente e, neanche tanto tacitamente, approva.
    Così, nel corso degli anni, ho potuto comprendere, un po’ alla volta, perché lucifero è il principe del mondo…
    Ora che Margherita Hack è morta – lo dico sinceramente, mi dispiace, anche se non ho mai condiviso il suo ateismo – spero che si sia resa conto dei suoi errori, e che trovi Misericordia e Perdono.
    Ma i sigg. massoni e il sig. marco dimitri, così determinati a compiere deliberatamente il male al servizio di satana, troveranno alla fine il padrone mostruoso che si sono scelti?
    Che ne dici BiancoFulmine, anche se noi non possiamo giudicare (ma dobbiamo stare lontani dal fuoco)?
    Un caro saluto.

    • Ciao e benvenuto!
      Il tuo intervento è molto interessante, però voglio dire una piccola cosa: a volte ci si concentra su Massoneria e Società Segrete dimenticandosi che l’uomo ha un Nemico molto più forte che può guidare le schiere meglio di qualunque gruppuscolo di uomini illuminati da vecchie candele. La ricerca di società segrete, oltre che essere malferma, rischia di distrarci dal vero problema e, soprattutto, dalla soluzione che passa prima di tutto nelle nostre vite. Noi possiamo pregare per spezzare le catene del mondo ed essere anche il cambiamento che vogliamo vedere.
      Per quanto riguarda la tua ultima domanda, se il sotto-testo implicito è se esiste o meno il diavolo la risposta certa è che esiste e vive, se invece mi chiedi un giudizio che Dio me ne scampi! Le situazioni sono così particolari e le variabili sono così tante che solo la Sapienza Divina può formulare un giudizio al di là di ogni stoltezza.
      Che l’inferno esiste è certezza, chi ci va lo stabilisce l’Amore.
      Grazie del tuo prezioso commento, buona vita!

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