Il testo della prima omelia di Papa Francesco

Riporto la trascrizione della prima omelia di Papa Francesco. Il testo è volutamente fedele all’originale senza alcuna correzione o abbellimento. Prima del testo tradotto, al fine di capire al meglio l’omelia, inserisco le letture (i riferimenti li ho reperiti sul web) della messa che si è svolta nella Cappella Sistina.

Prima lettura:

Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
“Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri”.
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore. (Is 2,2-5)

Seconda lettura:

Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura:

Ecco, io pongo in Sion
una pietra d’angolo, scelta, preziosa,
e chi crede in essa non resterà deluso.

Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono

la pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata pietra d’angolo
e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.

Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistatoperché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. (1Pt 2,4-9)

Vangelo:

Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti”. Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli disse: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. (Mt 16,13-19)

Omelia di Papa Francesco

In queste tre letture vedo che c’è qualcosa di comune: è il movimento. Nella prima lettura il movimento nel cammino, nella seconda lettura il movimento nell’edificazione della Chiesa, nella terza, nel Vangelo, il movimento nella confessione. Camminare, edificare, confessare.
Camminare. “Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.” e questo è il primo che Dio ha detto “Abramo, cammina nella mia presenza e sei irreprensibile” “sei irreprensibile”. Camminare. La nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo la cosa non va. Camminare sempre; in presenza del Signore, alla luce del Signore. Cercando [di] vivere con quella irreprensibilità che Dio le chiedeva Abramo nella sua promessa.
Edificare. Edificare la Chiesa. Si parla di pietre, con pietre. Si vede: pietre hanno consistenza. Ma pietre vive, pietre unte per lo Spirito Santo. Edificare la Chiesa, la sposa di Cristo, su quella pietra angolare ch’è lo stesso Signore e, con un altro movimento della nostra vi[t]a, edificare.
E terzo: confessare. Noi possiamo camminare tutto che vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma, se non confessiamo Gesù Cristo, cosa non va. Diventeremmo una ONG pietosa, ma non la Chiesa sposa del Signore. Quando non si cammina, si ferma. Quando non si edifica sulle pietre, cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia… poi tutto viene giù… senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo mi viene [il Papa indica la propria mente] quello di Léon Bloy[?]: “chi non prega il Signore, prega al Diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del Diavolo, la mondanità del Demonio.
Camminare, edificare costruire, confessare. Ma… la cosa non è così facile perché nel camminare, nel costruire, nel confessare alle volte ci sono scosse, ci sono movimenti che non sono proprio i movimenti del cammino; sono movimenti che ci tirano indietro. Questo Vangelo prosegue con una situazione speciale: lo stesso Pietro che ha confessato Gesù Cristo gli dice: sì, tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo, io ti seguo; ma non parliamo di croce, questo non c’entra, ti seguo con altre possibilità, senza la croce. E quando camminiamo senza la croce, quando edifichiamo senza la croce e quando confessiamo un Cristo senza croce non siamo discepoli del Signore, siamo mondani. Siamo vescovi, preti, tutti, i cardinali,  i papi, tutti, tutti, ma non discepoli del Signore. Io vorrei che tutti noi dopo questi giorni di grazia abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore con la Croce del Signore, di edificare la Chiesa sul Sangue del Signore che è versato sulla Croce e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti. Io ci auguro, a tutti noi, che lo Spirito Santo, che la preghiera della Madonna, Nostra Madre, ci conceda questa grazia: camminare, edificare, confessare Gesù Cristo Crocifisso. Così sia.

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