Vi dimostro che siamo creduloni

Prendete carta e penna ed annotatevi le brevi risposte alle seguenti domande, una volta fatto vedremo assieme le risposte.

1) La magia era diffusa nel Medioevo?

2) Il Diavolo è più presente nell’Antico o nel Nuovo Testamento?

3) La sofferenza eterna è un concetto più presente nel Nuovo o nell’Antico Testamento?

.

.

.

.

Avete risposto?

Allora vediamo le risposte giuste: 1) la magia nel medioevo era pressoché scomparsa, la prova è che i trattati di magia tornano a circolare e ad essere copiati in numero considerevole solo nel rinascimento. Anche se probabilmente l’epoca di maggior diffusione della magia è la nostra: dall’Ottocento in poi tantissime correnti magiche sono nate. Per citarne solo alcune: il rito di Swedenborg, il Sat B’Hai, la grande fraternità universale, la società biogenica internazionale, l’ordine ermetista tetramegisto e mistico, l’associazione pitagorica, la societas rosicruciana in Anglia, l’ordre du lys et de l’aigle, l’hermetic brotherhood of luxor o chiesa della luce, l’AMORC, la golden dawn, l’order of the cubic stone, l’ordo templis orientis, il collegio Pansophicum, il tempio della gioventù psichica, il gruppo prometeo, il Babaji, l’ordine del Santo Graal, la Cristianità Adamitica, la Wicca, la società discordiana, la feraferia… Nel 1989 in Italia sono stati contati 11.700 maghi in una ricerca dell’ISPES per un giro d’affari di 877 miliardi di Lire. La magia non è mai stata così in salute, il calo dei Cattolici praticanti e quindi l’aumento della società cosiddetta laica ha portato ad una rinascita della superstizione e della magia. Inutile dire che tutte le forme di magia, compresi gli oroscopi, sono severamente vietati dalla Chiesa Cattolica e sono peccati in materia grave. Ogni superstizione viene dal diavolo.

2) Il Diavolo è presente in maniera pressoché esclusiva nel Nuovo Testamento, Gesù ne parla spesso, lo incontra, lo esorcizza. Nell’Antico Testamento in maniera diretta lo troviamo principalmente in Giobbe, è presente in pochi altri passi, fra cui, alcuni molto famosi (come Isaia dove si parla di Lucifero), si esprimono in maniera allegorica e non diretta.

3) Anche in questo caso, contro il luogo comune, la sofferenza eterna è presente soprattutto nel Nuovo Testamento e spesso è Gesù a parlarne, nell’Antico la troviamo principalmente nella Sapienza:
[gli empi] infine diventeranno come un cadavere disonorato, oggetto di scherno fra i morti, per sempre.
Dio infatti li precipiterà muti, a capofitto,
e li scuoterà dalle fondamenta;
saranno del tutto rovinati,
si troveranno tra dolori
e il loro ricordo perirà.
Si presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati; le loro iniquità si ergeranno contro di loro per accusarli.”
ed in Daniele:
Molti di quelli che dormono nella polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.”
Anche in Isaia troviamo un riferimento al fuoco inestinguibile:
Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini
che si sono ribellati contro di me;
poiché il loro verme non morirà;
il loro fuoco non si spegnerà
e saranno un abominio per tutti“.

Ovviamente se qualche studioso cattolico di sacra scrittura o di movimenti magici vuole correggere qualche punto che ritiene impreciso è ben venuto.

Con quanto scritto voglio solo sottolineare che spesso crediamo ai luoghi comuni senza farci domande, luoghi comuni che tante volte sono stati creati da uomini di cultura coscientemente in malafede. Dunque quando diamo qualcosa per scontato, facciamoci qualche domanda in più, non guasta mai.