Schiavi della pancia.

Oggi il mondo ragiona di pancia, siamo diventati refrattari ai ragionamenti. Poco conta che qualcuno possa dimostrare o dire qualcosa di concreto, meglio un bambino, magari un po’ sofferente che sostiene la nostra causa, allora si che i voti piovono dal cielo. Poco contano i pensieri, sono gli uomini sofferenti (anche se magari rappresentano una categoria ben pasciuta) a fare notizia.

Se vogliamo ripartire come civiltà invece dobbiamo bandire il sensazionalismo dei titoli, gli esempi sbudellanti, gli accostamenti pindarici, per tornare alla concretezza dei ragionamenti, non facciamo i “buoni”, facciamo i giusti, così tornerà la bontà.

Siamo in crisi da tutti i punti di vista come società e come uomini, aprendoci all’intelletto ci apriremo a Dio che è vero. Per una nuova politica si passa da qui; dalla giustizia che è verità.

2 pensieri su “Schiavi della pancia.

  1. purtroppo è così, ragioniamo con la pancia, con l’istinto, guidati da una logica edonistica che non ci permette di raggiungere una felicità piena e vera, ma che ci porta solo verso effimere gioie momentanee che crediamo appaghino la nostra sete di amore, gloria e quant’altro, purtroppo no… l’uomo ha bisogno più alti… ma non capisce

    • Secondo me l’istinto è ancora un’altra cosa, ovviamente va moderato dalla ragione e a volte proprio limitato, ma l’istinto si inganna meno della pancia. In qualche modo il perbenismo panciesco è l’antitesi dell’istinto (per quanto riguarda le pulsioni non razionali). Il perbenismo spesso consiste proprio nel dire cose che sono lontane dal nostro sentire intuitivo. Con ciò non voglio difendere il comportamento istintuale, voglio dire che l’istinto se correttamente sottomesso ad intelletto e ragione è un potenzialità dell’uomo. Poi ovviamente in politica ciò che va usato è l’intelletto in massima misura e la ragione per concretizzare l’intelletto. All’istinto spettano in buona parte le intuizioni iniziali che però vanno poi vagliate e legittimate.

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