Signore, sei lì?

C’è una cosa che ho capito in quest’epoca polifonica: il Signore è ovunque. Ho trovato Dio negli autori più blasfemi, nelle situazioni più paradossali.

Da una parte perché la fede non è qualcosa di rigido ed autoreferenziale, anzi la fede deve sempre mettere in gioco sé stessa. Se uno la critica o la provoca probabilmente quelle critiche e quelle provocazioni toccano qualcosa nella nostra fede che non è fede. Ad esempio chi dice che la fede è un rimedio alla paura, critica la nostra attitudine ad usare la fede come un amuleto tranquillizzante. La fede non è una risposta alla paura, se lo diventa stabilmente stiamo sbagliando qualcosa.

Dall’altra perché tutta la grandezza dell’uomo è uno sbiadito riflesso di una grandezza totale; e quando vediamo qualcuno che incarna la pace o la giustizia o la forza vediamo Dio e quando sentiamo raccontare agli uomini della giustizia, della verità e dell’amore allora, lì, sentiamo parlare di Dio. Ci sono molti autori che credono di attaccare la Chiesa o Dio, che non hanno davvero compresi, ma che lo fanno mantenendo in sé l’idea della grandezza e dello splendore della verità e dell’uomo. Io alcuni di questi autori li ringrazio, perché mi hanno aiutato a ritrovare la fede.

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