Cristiani, non temete, potete essere tristi

Recentemente in alcuni ambienti della Chiesa si è diffusa una retorica stanca che sostiene che un Cristiano non può essere triste perché ha sempre Gesù vicino a sé.

È questo l’insegnamento di Gesù? Considerando anche solo il Vangelo di Matteo troviamo:

Allora Gesù […] cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. (Mt 26,36.37-38)

Siamo forse noi più del Maestro? Forse lui stava peccando o non era “Cristiano”? Quali bestemmie! Forse che Gesù non era triste sulla croce? O forse che i martiri non erano tristi durante il loro martirio? O forse che i Santi non hanno mai provato tristezza durante le loro prove? Forse che Gesù non ha detto

In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. (Gv 16,20)

Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo! (Gv 16,33)?

Perché scrivo questo? Perché tante persone che sono stanche e oppresse possono sentirsi escluse da una Chiesa che non vuole i tristi né la tristezza. Tuttavia furono Tristi Gesù, gli Apostoli, i Martiri, i Santi. La tristezza non è un ostacolo, semmai echeggia il Siracide:

perché l’oro si prova con il fuoco
e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. (Sir 2,5)

Si può dire anzi che la Chiesa ha una predilezione per coloro che sono “stanchi e oppressi” (cfr. Mt 11,28-30). Quello che ci promette Cristo è una vita eterna, un’eterna beatitudine (non a caso nel discorso della montagna: “beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati” Mt 5,4), non una felicità costante in questa vita. La gioia di aver appagato il più profondo dei nostri desideri non sempre può cancellare la tristezza, il turbamento delle nostre vite. Perfino Cristo davanti alla Crocifissione è stato turbato, e provato, dalla più profonda delle tristezze e ancora oggi i mistici ci raccontano della tristezza per le anime perdute. No, amici miei, non si può escludere una persona dal Cristianesimo perché è triste. Fino a che saremo nel mondo sempre avremo persecuzioni e tribolazioni e angosce. Ma come premio per le nostre sofferenze, come premio per le nostre angosce, troveremo la gioia; adesso come una fiammella scossa dalla bufera, ed in futuro come un fuoco che divampa. Il Paradiso è qui, alla nostra portata, e la tristezza non ci sbarrerà la porta.

Un pensiero su “Cristiani, non temete, potete essere tristi

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