Non esistono politici cattolici

Si fa un bel parlare da molto tempo, anche da parte di esponenti ben in vista della Chiesa, della necessità di una nuova generazione di politici cattolici. Poco conta che la ricerca di questa generazione nuova si basi su strutture vecchie, che poco hanno fatto fino ad ora e che si vorrebbero improvvisamente vive ed arzille pronte ad abbandonare tutti i difetti che hanno dimostrato di possedere fino a ieri, il vero problema è un problema di mentalità. Oggi esiste tutta una cultura dominante, che riguarda soprattutto i giovani di ieri (mi risulta difficile trovare una miglior definizione visto che essi stessi rifiutano di abbandonare la terminologia propria dell’età giovanile, escludendo tutti i vocaboli generalmente riferiti all’età adulta e all’età senile), che è in un certo senso incapace di vivere il cattolicesimo politicamente. È come se, per un largo strato della cultura cattolica, il Cattolicesimo fosse diventata questione di secondo piano sovrastato da contingenze che di volta in volta venivano indicate come più importanti e prioritarie. A questa sfiducia generale nella verità del Cattolicesimo (perché mettere in secondo piano i cardini di una certa visione del mondo, può significare solamente che si dubita di quella visione del mondo stessa) sono seguite tutte una serie di conseguenze che partendo dalla vita morale dei singoli si sono ripercosse sempre più ferocemente in tutti i meandri della società, fino al punto da spingere gruppi di credenti ad essere incapaci di esprimere chiaramente il Cattolicesimo ad altri credenti. Il sovrabbondare di documenti fumosi che nascondono le questioni sotto etti di nebbia ne è una prova lampante.

Ovviamente in questa confusione generale il termine di cattolico per un politico è diventato semplicemente un’opportunità. Invece che rispecchiare una reale propensione per la verità è andato a significare una reale propensione a prendere i voti in un elettorato più o meno moderato e molto più attento alla forma che non alla sostanza dei problemi. Ad esempio è inconcepibile che un politico cattolico non attacchi frequentemente e frontalmente il genocidio legalizzato chiamato aborto, e, si badi bene, non lo dovrebbe attaccare in quanto credente in Gesù Cristo, ma in quanto amante della verità. Infatti il politico cattolico non ha alcun interesse, come politico, ad imporre una fede (andrebbe anzi contro la fede che professa facendolo), ciò che deve fare è riportare il buonsenso, cioè il rispetto della verità. La giustizia ci sovrasta tutti, questo dovrebbe dire un politico cattolico; non perdere il proprio tempo ad infangare questa o quella vita personale, perché sta scritto di non giudicare, per non essere giudicati e che con la misura con la quale misuriamo saremo misurati e la Chiesa, fedele a questa linea, ha ribadito anche recentemente che si condanna il peccato, ma non il peccatore.

Come ripartire? Se si vuole davvero una nuova generazione di politici cattolici, prima di tutto bisogna scollegarsi dalle vecchie logiche della politica e del reclutamento partitico (i partiti per loro natura tendono ad uniformare l’opinione dei loro membri, vogliono individui, non persone, ma è alle persone che si rivolge il Cattolicesimo), e poi, so che quello che sto per dire può suscitare grande stupore… ma per avere politici cattolici bisogna cercare… fra i cattolici. Cioè bisogna che i nuovi politici cattolici siano veramente e fermamente convinti che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, perché i problemi partono tutti da qui, partono dall’idea che “cattolico” sia una griffe, una specie di tessera del PD o del PDL, qualcosa che all’occorrenza possa essere negoziato, taciuto o, perfino, dimenticato, fino alle prossime elezioni beninteso. Tuttavia fino a quando nemmeno chi auspica questa nuova generazione non si mostrerà fermamente convinto nella verità del Cattolicesimo, i nuovi movimenti flirteranno con il mondo uscendone inevitabilmente sconfitti, perché non c’è luce dove è stato tolto il fuoco.

4 pensieri su “Non esistono politici cattolici

  1. “cattolici siano veramente e fermamente convinti che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo,” E questo rimane il problema da risolvere per un cattolico che si pure persona istruita. uando il papa affrema che la hiesa cattolica è la vera religione di dio, bestemmia o divaga.Quale dio? Non certo quello della bibbia :Tradotto nella Bibbia di Gerusalemme: “ Sappi dunque oggi e medita in cuor tuo che il Signore è Dio nei cieli in alto e in basso sulla terra; lui, e nessun altro”. Come sovente Gesù è chiamato Signore, l’imbroglio è facile. Comunque la traduzione in italiano ribatte chiaramente che vi è un solo Dio, autenticato da Gesù in Marco: XII-29 “ Ascolta, Israele: il Signore Iddio nostro è l’unico Signore”. Bei vangeli Gesu stessi dice di essere il messia atteso,duessere stato inviato in terra per le pecore perdute della casa d’Israele;diecii tribù, e gli apostoli lo confermano chiedendogli sefosse il giorno di ridare il trono a Israele. Scrivi bene,da istruito, non da nullo come me, ma spiegami dove trovi tanta baldanza e tanta sicurezza. Il dio della bibbia non è mai esistito, E’ lo spauracchio di un popolo di pastori itineranti. E’ un dio serial killer degli uomini. In merito a l’aborto. Vi sono malattie genetiche incurabili che rendono una persona peggio di un animale. avro’ 90 anni tra dieci giorni, cosciente di essere un primate, cioè un animale, ma per lo meno evoluto. Per esperienza, la scienza teologica e religiosa
    la lascio ai poveri di spirito.Secondo i vangeli. Ameglio
    rabili

    • Ernest ti ringrazio per il tuo interesse e per il tuo commento, mi fa sempre piacere leggere le riflessioni delle altre persone.

      1) Quando dici che Dio è uno solo hai ragione, è ciò che fermamente professa il Cattolicesimo. La Trinità non significa assolutamente che ci siano tre dèi, così dice l’antichissimo Simbolo di Sant’Atanasio:

      “Chiunque voglia salvarsi,/deve anzitutto possedere la fede cattolica:/Colui che non la conserva integra ed inviolata/perirà senza dubbio in eterno./La fede cattolica è questa:/che veneriamo un unico Dio nella Trinità e la Trinità nell’unità./Senza confondere le persone,/e senza separare la sostanza./Una è infatti la persona del Padre, altra quella del Figlio,/ed altra quella dello Spirito Santo./Ma Padre, Figlio e Spirito Santo sono una sola divinità,/con uguale gloria e coeterna maestà./Quale è il Padre, tale è il Figlio,/tale lo Spirito Santo./Increato il Padre, increato il Figlio,/increato lo Spirito Santo./Immenso il Padre, immenso il Figlio,/immenso lo Spirito Santo./Eterno il Padre, eterno il Figlio,/eterno lo Spirito Santo/E tuttavia non vi sono tre eterni,/ma un solo eterno./Come pure non vi sono tre increati, né tre immensi,/ma un solo increato e un solo immenso./Similmente è onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio,/onnipotente lo Spirito Santo./E tuttavia non vi sono tre onnipotenti,/ma un solo onnipotente./Il Padre è Dio, il Figlio è Dio,/lo Spirito Santo è Dio./E tuttavia non vi sono tre dei,/ma un solo Dio./Signore è il Padre, Signore è il Figlio,/Signore è lo Spirito Santo./E tuttavia non vi sono tre Signori,/ma un solo Signore./Poiché come la verità cristiana ci obbliga a confessare che ciascuna persona è singolarmente Dio e Signore:/così la religione cattolica ci proibisce di parlare di tre Dei o Signori./Il Padre non è stato fatto da alcuno:/né creato, né generato./Il Figlio è dal solo Padre:/non fatto, né creato, ma generato./Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio:/non fatto, né creato, né generato, ma da essi procedente./Vi è dunque un solo Padre, non tre Padri: un solo Figlio, non tre Figli:/un solo Spirito Santo, non tre Spiriti Santi./E in questa Trinità non v’è nulla che sia prima o dopo, nulla di maggiore o minore:/ma tutte e tre le persone sono l’una all’altra coeterne e coeguali./Cosicché in tutto, come già detto prima,/va venerata l’unità nella Trinità e la Trinità nell’unità./Chi dunque vuole salvarsi,/pensi in tal modo della Trinità./Ma per l’eterna salvezza è necessario,/credere fedelmente anche all’Incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo./La retta fede vuole, infatti, che crediamo e confessiamo,/che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, è Dio e uomo./È Dio, perché generato dalla sostanza del Padre fin dall’eternità:/è uomo, perché nato nel tempo dalla sostanza della madre./Perfetto Dio, perfetto uomo:/sussistente dall’anima razionale e dalla carne umana./Uguale al Padre secondo la divinità:/inferiore al Padre secondo l’umanità./E tuttavia, benché sia Dio e uomo,/non è duplice ma è un solo Cristo./Uno solo, non per conversione della divinità in carne,/ma per assunzione dell’umanità in Dio./Totalmente uno, non per confusione di sostanze,/ma per l’unità della persona./Come infatti anima razionale e carne sono un solo uomo,/ così Dio e uomo sono un solo Cristo./Che patì per la nostra salvezza: discese agli inferi:/il terzo giorno è risuscitato dai morti./É salito al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente:/e di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti./Alla sua venuta tutti gli uomini dovranno risorgere con i loro corpi:/e dovranno rendere conto delle proprie azioni./Coloro che avranno fatto il bene andranno alla vita eterna:/coloro, invece, che avranno fatto il male, nel fuoco eterno./Questa è la fede cattolica,/e non potrà essere salvo se non colui che l’abbraccerà fedelmente e fermamente./Amen.”

      Ciò ovviamente non significa che nell’Antico Testamento ci sia la piena conoscenza della fede come c’è potuta essere dopo la venuta del Cristo, ma che nella Chiesa non si nega ciò che già si conosceva nell’Antico Testamento e cioè che Dio è uno. Infatti anche gli Ebrei pur professando Dio uno usavano il termine Elohim che è al plurale (per gruppi maggiori di due) e a cui ovviamente viene affiancato il pronome “noi” e notare che in Ebraico non esiste il pluralis maiestatis (cioè il noi di cortesia), molti studiosi hanno legittimato il plurale in vari modi dicendo ad esempio che può riferirsi all’intera corte celeste, comunque il dato di fatto è che Dio è plurale anche se è uno. Notare che l’interpretazione di un noi come pluralis deliberationis, altra interpretazione usata per alcuni di questi passi, sottintende un parlare di Dio con se stesso, insomma un dialogo interno a Dio, cosa molto singolare per la nostra discussione. Inoltre ci sono tantissimi passi che, per chi vuole vedere, sono significativi come in Isaia.

      2) Gesù stesso dice più volte di essere Dio, infatti per questo viene condannato nel Sinedrio, perché la sua confessione viene interpretata come bestemmia. Di esempi ce ne sono a centinaia, ma giusto per dirne uno dove si vede chiaramente che Gesù non è un semplice uomo lo troviamo in Luca 10,18-22 “Egli disse loro: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. / In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: “Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”.”.

      3) Inoltre la missione inizia con la casa d’Israele, perché così è giusto, ma poi continua con tutte le nazioni, anche su questo ci sono centinaia di passi. Gesù inizialmente manda i suoi discepoli a Israele e poi a tutti. Così, solo per citare qualche passo, in Matteo 10,5-6 “…Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani rivolgetevi piuttosto alle pecorelle perdute della casa di Israele”, in Matteo 15, 24-28 “Egli rispose: “Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele”. Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: “Signore, aiutami!”. Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. “È vero, Signore – disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. Allora Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita.” e in Mt 28, 19-20 “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

      4) Tanta sicurezza viene dai segni che hanno dato frutto. Nella Sapienza sta scritto
      “La sapienza è splendida e non sfiorisce,
      facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
      e si lascia trovare da quelli che la cercano.”
      Per quanto riguarda la mia personale ricerca puoi scaricarti il mio ebook gratuito dove la prima parte, esclusivamente filosofica, è rivolta agli uomini onesti in ricerca. Quando si hanno visti i segni non si può che credere, i segni sono costitutivi della fede. (Infatti la fede cieca è un’eresia chiamata fideismo.) Nel mio libro troverai la risposta a “tanta baldanza e tanta sicurezza”. Mi dispiace tu ritenga Dio uno spauracchio, non perché Dio abbia bisogno di te, ma perché tu hai bisogno di lui per coronare la tua esistenza.

      5) Se una persona è peggio di un animale a chi giova ucciderla? A chi dovrebbe prendersene cura o a chi è semplicemente disgustato dal vederla. Due motivazioni spinte dall’egoismo, ora io starei attento a mettere l’egoismo come legittimazione dell’etica, altrimenti qualcuno potrebbe dire che tutte le persone oltre gli ottantacinque anni sono, nella loro decadenza, peggio che animali e potrebbe sostenere la necessità per il bene dell’umanità di eliminarle. Io, coerentemente, mi opporrò sempre ad una tale visione delle cose, ma una volta legittimate certe prese di posizione è difficile convincere la società a tornare indietro. Molte volte si fa qualcosa “per il bene dell’altro”, ma dell’altro in realtà si è disinteressati; ho spesso a che fare con invalidi, generalmente loro sono felici, non così chi li guarda con disprezzo (ovviamente non mi riferisco a te, non mi permetterei mai perché non conosco, sto parlando in generale). Tutto questo ovviamente fingendo di dimenticarsi che la quasi totalità degli aborti non è dovuta a presunte invalidità del bambino, ma solo alla cosciente decisione dei genitori di sbarazzarsene.

      6) Purtroppo se uno non è povero di spirito, cioè non è sinceramente aperto alla ricerca e pronto a cambiare idea, troverà solo ciò che suppone già di sapere, i poveri invece trovano ciò che è, indipendentemente dal loro sapere precedente. Lo trovano perché essendo poveri non hanno nulla di proprio da proteggere.

      Ti ringrazio per questi spunti e ti auguro una buona vita! 🙂

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