Signore, sei lì?

C’è una cosa che ho capito in quest’epoca polifonica: il Signore è ovunque. Ho trovato Dio negli autori più blasfemi, nelle situazioni più paradossali.

Da una parte perché la fede non è qualcosa di rigido ed autoreferenziale, anzi la fede deve sempre mettere in gioco sé stessa. Se uno la critica o la provoca probabilmente quelle critiche e quelle provocazioni toccano qualcosa nella nostra fede che non è fede. Ad esempio chi dice che la fede è un rimedio alla paura, critica la nostra attitudine ad usare la fede come un amuleto tranquillizzante. La fede non è una risposta alla paura, se lo diventa stabilmente stiamo sbagliando qualcosa.

Dall’altra perché tutta la grandezza dell’uomo è uno sbiadito riflesso di una grandezza totale; e quando vediamo qualcuno che incarna la pace o la giustizia o la forza vediamo Dio e quando sentiamo raccontare agli uomini della giustizia, della verità e dell’amore allora, lì, sentiamo parlare di Dio. Ci sono molti autori che credono di attaccare la Chiesa o Dio, che non hanno davvero compresi, ma che lo fanno mantenendo in sé l’idea della grandezza e dello splendore della verità e dell’uomo. Io alcuni di questi autori li ringrazio, perché mi hanno aiutato a ritrovare la fede.

Cattolicesimo ed Internet IV – Le benedizioni: lo spirito critico

Fino a qualche anno fa capitava nelle discussioni sulla verità o meno di un’affermazione di sentire questa frase: “È vero! L’hanno detto in televisione.”. Oggi per il popolo del web questa affermazione sembra alquanto strana. Troppe volte ci siamo imbattuti in sciocchezze o deliberate bugie dette da personaggi televisivi e prontamente smentite da un minimo di ricerca internet. Troppe volte, anche sul web, ci siamo accorti di quanto gli organi “importanti” siano pressapochisti ed a volte pure mentitori. Se alcuni anni fa tutto ciò che non era provato falso veniva considerato vero, sul web, oggi, è iniziato un dubbio sistematico.

Certo ci sono sempre coloro che (generalmente in ossequio ad un’idea dogmatica sul mondo) ripetono senza verifica tutto quello che sentono ed è a loro favore. Tuttavia sul web ci sono molte più persone che hanno imparato, o stanno imparando, a dubitare di quello che odono. Così una bufala sulla Chiesa, come quella che recentemente attribuiva una frase contraria alla donna a Papa Francesco, è stata smentita nel giro non più di vari giorni, ma di pochi minuti. Imparando a dubitare di tutto acquisiamo un senso critico che non era comune in passato e che ci proietta verso un futuro in cui sarà più difficile manipolare la massa, ormai abituata ai tentativi di plagio e soprattutto alle menzogne dei potenti e degli ideologi. E se è vero che per dire una menzogna ci vuole un secondo, mentre per negarla ci vogliono lunghe ed approfondite ricerche, è anche vero che a forza di mentire si rendono gli ascoltatori immuni e, quando si discute, inizia a prendere luogo la salutare abitudine di chiedere l’onere della prova a chi afferma, e non a chi smentisce.

Internet non solo ci insegna ad essere critici, ma ce ne fornisce, cosa che è ancora più stupefacente, i mezzi. Gran parte della conoscenza umana è ormai riversata sul web, bastano delle ricerche mirate, basta incrociare i dati che si ottengono, basta verificare direttamente alle fonti quanto si afferma ed il gioco è fatto. Quello che prima richiedeva mesi per essere abbozzato ora è abbozzato in pochi minuti e, per chi vuole davvero andare a fondo delle questioni, quello che richiedeva anni ora richiede alcuni mesi.

Ma, al di la del servizio anti-bufala, che significato ha questo surplus di senso critico per la Chiesa?

Lo spirito critico ha un ruolo incredibilmente importante per noi Cattolici, perché è implicato nella ricerca della verità. Ciò si può notare a più livelli. Ad un livello base lo notiamo nei siti internet e nei blog; il Cristiano di oggi si trova, come il Cristiano dei primi secoli, davanti ad un mondo pluralista in cui deve scegliere, ritenere ciò che è buono e scartare ciò che è falso. Nel web non ha più senso cercare di limitare le espressioni a solo quelle vere con visti e censure, non ha più senso perché il web cresce in fretta e le limitazioni per forza di cose limitano solo coloro che sono in buona fede, lasciando gli altri soli ad attaccare e a disseminare l’errore. Tuttavia il Cristiano è perfettamente consapevole del funzionamento del web, e per questo è più critico e più ricettivo nel cogliere quanto c’è di buono e nello scartare il resto. (D’altronde al giorno d’oggi in cui di fatto, almeno in molti luoghi, la stragrande maggioranza degli appartenenti al clero non vuole applicare le norme sull’imprimatur, sarebbe paradossale che venisse introdotto l‘imprimatur al mezzo internet che per sua natura non ha nulla a che fare con l’autorevolezza ed i modi della carta stampata). In questa grande ricchezza pluralista si trovano cose grandiose ed errori esecrabili, ma essendo di ciò consapevole l’internauta, queste cose non diventano altro che il normale percorso del Cristiano verso la Verità, anzi diventano un aiuto nel percorso dell’uomo. Dio chiama come vuole; a volte è più utile uno scrittore irreligioso di uno religioso purché venga letto e capito con un sincero amore per la verità. Lo facevano i primi Cristiani leggendo Platone o, ancor meglio, Plotino che visse quando già esisteva il Cristianesimo pur senza mai divenire Cristiano, anzi piuttosto criticando il Cristianesimo in sé stesso, in quest’epoca possiamo farlo fruttuosamente anche noi.

Ovviamente non significa che la Chiesa debba eclissarsi, mi pare ottima l’idea di creare un dominio di primo livello “.catholic” come richiesto recentemente dal Vaticano (anche se forse sarebbe più sensato un dominio più breve come “.xp”) purché non diventi un dominio ultra-chiuso solo per siti istituzionali senza varietà. Se ci fosse il coraggio per creare un grande comitato molto efficiente per vagliare i contenuti e si aprisse il dominio a soggetti affidabili, ma variegati e dinamici, la presenza cattolica sul web otterrebbe una splendida conquista. Tuttavia ribadisco ancora una volta che ciò dovrebbe essere gestito in maniera tale da creare contenuti veramente interessanti e non piuttosto rassegne stampa di piccola frequentazione e scarso interesse. Ovviamente questa è solo la mia opinione, ma l’idea di avere un circuito di siti cattolici costantemente controllati ma intriganti mi elettrizza.

Non si può in nessun caso trascurare il fatto che il web si configura proprio come un cambiamento di paradigma, qui l’informazione e le idee non circolano partendo dall’alto, ma dal basso e questo non può essere ignorato.

Questa vendemmia di spirito critico però non termina i suoi effetti benefici in quanto appena esposto, ma piuttosto li porta anche nel nostro approcciarci alle conoscenze in generale e alle filosofie. Lo spirito critico è anti-relativista per eccellenza, perché se si iniziano ad approfondire davvero le varie filosofie ci si rende subito conto che esse non sono tutte uguali. Solo chi non critica nulla può accettare a sentimento tutto, ma chi è critico ed attento si rende ben presto conto che esistono posizioni irragionevoli ed altre di ragionevole splendore. Lo spirito critico diviene così un faro per il nostro pensiero e per la nostra ricerca della Verità. Quando sentiamo ad esempio che i Vangeli sono stati manipolati dalla Chiesa secoli dopo Cristo è il metodo storico-critico a mostrarci quanto ciò sia falso. Quando ci viene detto che tutte le visioni del mondo sono uguali è il metodo critico ad invalidare questa affermazione, quando ci viene detto che la tal posizione è valida perché l’ha detta il tal filosofo è il metodo critico che ci permette di andare contro l’autorità verso la verità. Lo stesso S. Tommaso diceva di non guardare a chi lo dice, ma a cosa dice; ottima spiegazione di come agisce chi possiede spirito critico.

Lo spirito critico vagliando le idee si riversa così nell’ambito più importante. La nostra vita. Chi si mette a riflettere sulla coerenza del mondo finisce per riflettere sulla coerenza della propria vita; e solo criticando i nostri modi di agire possiamo arrivare ad innalzarci ed a purificarci: solo chi critica se stesso diviene Santo. Non è poco.

Cattolicesimo ed Internet III – Le benedizioni: domanda, risposta

Botta e risposta. È così che siamo abituati; fin da bambini ci affidiamo a qualcuno che conosce più di noi, che ci guida, che ci risponde. Siamo uomini, cioè socievoli. Purtroppo quando si tratta della ricerca della Verità ci scontriamo di fronte ad una realtà dura. Le conoscenze si sono perse, dissipate in un secolo di dissipazioni, il XX. I preti sono vecchi e stanchi. Difficile trovare guide, difficile trovare risposte, difficile trovare Cristiani. Montagne, deserti e campagne, vecchi baluardi della fede, soffrono più degli altri. Ed è qui che entra in gioco la Rete.

Internet dà la possibilità di contattare esperti e di ottenere risposte. Bisogna come sempre fare attenzione alle persone con cui si ha a che fare, ma per il resto l’opportunità è unica. Il Papa nel Libro Luce del Mondo sottolineava come in Germania il numero di vocazioni sul numero dei fedeli praticanti sia aumentato. Certo sono calati i fedeli, ma cosa importa per ciò di cui parliamo? Internet elimina le distanze.

Nella speranza che presto saranno tanti (ma nulla nuoce nel tentar di contattare i singoli), vi lascio l’indirizzo di Amici Domenicani. Dove c’è un Padre, buono e disponibile, al servizio di Dio.

Cattolicesimo ed Internet II – Le benedizioni: insegnante migliore, allievi migliori

Internet ha una potenzialità immensa. Ognuno è in perenne contatto con tutti gli altri internauti. Cosa significa principalmente questo?

Immaginate ora che 20 fra i migliori teologi aprano, aiutati da persone che conoscono a fondo il mezzo di comunicazione (poiché fa parte dell’umiltà anche riconoscere i propri ambiti di conoscenza e non può esserci vera teologia senza umiltà), un canale YouTube. In un attimo, i migliori insegnanti del mondo, sono a contatto con tutti gli studenti del mondo. Non si tratta più di avere insegnanti mediocri, che per forza di cose creano studenti mediocri, ma si tratta di avere i migliori insegnanti ovunque ed in ogni momento. Si tratta di donare la Verità a tutti, g-r-a-t-u-i-t-a-m-e-n-t-e, così come l’abbiamo ricevuta. Si tratta inoltre, rispettando le caratteristiche di YouTube, di poter arrivare a persone che normalmente non avremmo potuto raggiungere. Anche a persone che non hanno la fede.

Immaginate adesso che un gruppo di studiosi si metta a tradurre i testi dei Santi, dei Dottori della Chiesa, dei Concili e del Magistero. Immaginate anche che questi studiosi rinuncino ad ottenere profitti economici fin tanto che questi testi sono utilizzati non per ottenere profitti economici, ma per istruire ed ammaestrare. Immaginate anche che questi testi vengano resi disponibili su Internet. In un secondo gli scrigni del sapere sarebbero a disposizione di chiunque. Chiunque potrebbe recitare su YouTube Sant’Agostino o pubblicare su un Blog le disquisizioni di San Tommaso. Sapere per tutti. Quanto gratuitamente abbiamo ricevuto gratuitamente diamo.

Immaginate infine che la Chiesa rilasci tutti i suoi documenti ufficiali con licenza “Creative Commons – Attribuzione – Non commerciale“. Immaginate cioè che ogni fedele possa, senza violare la legge, rendere disponibile a chiunque il Catechismo della Chiesa Cattolica o l’enciclica Humani generis. Immaginate che chiunque sia capace di creare un sito migliore e più efficiente possa contribuire massimamente alla diffusione e alla difesa della fede. Sotto che condizioni? Sotto le due condizioni della licenza: la prima – “Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore o da chi ti ha dato l’opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l’opera.“, in maniera tale che non vi sia confusione fra chi ha creato l’opera e chi la sta utilizzando (ognuno con la rispettiva autorevolezza agli occhi del pubblico) e la seconda – “Non puoi usare quest’opera per fini commerciali“, affinché chiunque stampi o venda paghi il giusto tributo alla Chiesa (chi può negare che chiunque, pur avendo conosciuto l’opera online, se la vuol studiare a fondo finirà per comprarla?). Immaginatevi siti veramente efficienti per leggere la Bibbia o il Catechismo, immaginatevi recitazione commoventi del Vangelo su YouTube, immaginatevi tutto questo e chiedetevi se ne abbiamo bisogno.

La nostra Fede è bella e vera, che non sia il denaro a limitarla ed a reprimerla in piccoli spazi, possa volare libera. Dio ci sustenta, e col denaro e con la sapienza.

Cattolicesimo ed Internet I – Le benedizioni: l’anticlericalismo

“Se la fede ch’essi posseggono è tale da essere abbattuta da qualsiasi ragionamento, allora è meglio che sia abbattuta e ch’essi abbandonino la verità… Come può essere buon cambiavalute, chi è incapace di sceverare le monete vere da quelle false?” (Clemente d’Alessandria)

Il 6 agosto 1991 il mondo è cambiato. Nasceva il Web. Questo mutamento non può essere ignorato dai testimoni della Fede. Per vivere il Web però serve un cambio di paradigma, non bastano proclamazioni ideali di chi non conosce. Questa realtà, per sfruttarla, bisogna padroneggiarla. Nell’ultimo decennio perfino le grandi aziende di marketing si sono trovate in difficoltà davanti ad un mercato che rifiutava sistematicamente le offerte pubblicitarie tradizionali, e si sono trovate a dover riscrivere i propri metodi. Cercherò di dare un mio piccolo contributo. In questo post inizierò ad analizzare una delle grandi benedizioni del web: l’ateismo anticlericale.

Ovviamente non sono diventato pazzo, so con certezza che esiste Dio e che ha istituito la Chiesa come madre e maestra. Tuttavia la violenza anticlericale è salutare, non solo perché in passato la Fede è nata sulle persecuzioni e perché è scritto che la via del Cristiano è la croce, ma anche perché:

a) Chi crede oggi ha per forza di cose una Fede più salda ed una maggior capacità di discernere il vero dal falso. San Francesco profetizzò un’età oscura, ma profetizzò anche che coloro che avessero mantenuto la Fede in quell’epoca avrebbero avuto molti più meriti di quanti non ne avessero allora.

b) La saldezza della Fede aiuta la testimonianza. Ora che essere Cristiano è una scelta contro il sentire comune, i Cristiani sono maggiormente testimoni. Rispondere con l’amore e con la fermezza della Verità è una grande testimonianza.

c) Nei pochi casi in cui le contestazioni sono vere e puntuali ciò è un grande vantaggio sia perché la Chiesa può migliorare e correggere se stessa sia perché la presenza del male e dell’imperfezione ci aiuta meglio a capire il piano di Dio per il mondo. Così ad un dio-fantoccio presente solo nella nostra testa sostituiamo il Dio vero, colui che fa piovere sul giusto e sull’ingiusto e colui che ha reso libero l’uomo perché decidesse della propria fortuna. La Chiesa istituzione è formata da uomini, peccatori, che faticosamente camminano verso la salvezza, alcuni prendendola altri perdendola.

I giovani che credono nonostante tutto sono potenti, nella loro fede c’è purezza, credono contro se stessi ed amano e praticano secondo Dio. Essi sono sovente più rigidi degli adulti, perché sanno che preziosa è la loro salvezza.