L’omosessualità non esiste

Gay

Questo titolo, volutamente provocatorio, vuole aprire una riflessione sull’amore e sul matrimonio. Quando durante la cerimonia dissi alla mia sposa in divenire queste parole: “con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita” la mia vita cambiò. Quello che mi sconvolse è che promettevo di amare un’altra persona tutti i giorni della mia vita. Promettevo di amare. Ora, se l’amore è qualcosa che si può promettere ciò significa solo una cosa: l’amore è scollegato da qualunque emozione, è un atto di volontà (potete forse promettere di emozionarvi quando vedrete una determinata cosa? O potete forse promettere di non essere più tristi? O di non avere mai più un brivido incontrollato?). Come dicevamo l’amore è qualcosa che si promette, è un puro atto di volontà. Amare una persona significa prendersi cura di lei, rispettarla, onorarla. L’amore non ha nulla a che fare con l’innamoramento e nemmeno con la piacevolezza o la simpatia (benché spesso da questi sorga quello). L’amore è una scelta.

Per questo io posso promettere che amerò sempre mia moglie. Significa forse che non proverò mai più attrazione per nessun’altra? Assolutamente no. Significa piuttosto che quell’attrazione andrà in secondo piano in ogni mia azione e che sempre onorerò la mia sposa. Anche se gli eventi dovessero allontanarci, anche se il destino dovesse essere crudele con noi.

È nella natura dell’uomo provare emozioni mutevoli. Se l’amore fosse collegato ad esse, non avrebbe fondamento, non avrebbe certezza. Ed, infatti, in una società come la nostra che avvalla disgustosamente l’equazione amore=emozione non esiste più stabilità né grandezza. Posso essere sicuro io che in futuro non proverò attrazione per altre donne o, perfino, per quanto ora questo mi sembri impossibile, per altri uomini? No. Gli esseri umani cambiano, la loro emotività è spesso in balia delle più oscure correnti. Posso essere sicuro io che in futuro amerò sempre mia moglie nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia per tutti i giorni della mia vita? Sì. Perché ciò dipende solo dalla mia volontà, dalla fedeltà ad una promessa.

Al giorno d’oggi si fa molta confusione sul significato del matrimonio proprio perché da una parte ci sono coloro che vedono nel matrimonio un patto “con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole” (cfr. CCC 1601), mentre dall’altra ci sono coloro che vedono nel matrimonio esclusivamente la pubblicizzazione di un’emozione.

Ora, se il matrimonio è solamente il fatto giuridico che rende pubblica l’esistenza di un’emozione fra due persone allora per forza di cose il matrimonio può finire (nessuna emozione è immutabile), per forza di cose il matrimonio può essere fra chiunque provi per qualcun altro un’emozione (esiste forse un’emozione che vale più di un’altra? E se anche esiste come soppesarla?), per forza di cose il matrimonio può essere persino fra gruppi di soggetti o fra esseri umani e soggetti differenti. Poiché in tutti questi casi esiste una vera emozione, che veramente tocca il cuore degli uomini e che incide sulle loro vite. Tuttavia questo matrimonio non ha alcun senso, se non l’ostentazione pubblica di un’emozione privata. È un matrimonio privo di valore sostanziale e ripieno di valore formale.

Io amo molte persone nella mia vita e mi prendo cura di loro. Spesso questo amore è partito da, o ancora vive in, un’emozione. Tuttavia non ho bisogno di sposarle per dimostrare qualcosa. Io so che le amo. So cosa dono loro. Una di queste persone è mia moglie, con lei abbiamo affrontato un progetto di vita diverso: abbiamo deciso di aprirci alla vita, alla possibilità un giorno di avere figli. Questo non significa che lei sia l’unica persona che amo, non significa che non ami altre persone, maschi e femmine. In questo senso mi piace riportarvi il video del discorso di Terence Hill al funerale di Bud Spencer, come potete sentire dal video Terence Hill dice (al presente) “ci rispettiamo e ci amiamo”.

Forse che l’amore che i due provavano l’uno per l’altro deve valere meno di altri amori? Certamente no. Eppure loro non hanno sentito il bisogno di mettere in scena un “matrimonio” per pubblicizzare il loro amore.

Per questo dico provocatoriamente nel titolo che l’omosessualità non esiste, esistono tendenze omosessuali più o meno esclusive, più o meno radicate, più o meno forti, ma alla base esistono semplicemente esseri umani che decidono come vivere le proprie vite. C’è chi capisce che l’amore può essere donato a tanti e che l’esclusività del matrimonio non consiste in un’emozione, ma in un progetto di vita che guarda ai figli, e chi invece equipara l’amore ad un’emozione e, facendo questo, svuota il matrimonio di tutto il proprio senso.

Perché il Cattolicesimo ha perso la guerra, ovvero perché i Cattolici sperperano le proprie energie

Casa di PavlovIn questo periodo sembra che i Cattolici stiano prendendo un po’ più forza, che finalmente il grande popolo della Chiesa abbia alzato la testa. Non è così. Anzi si può dire che le ultime mobilitazioni, anche se esemplificative di un popolo che esiste ancora e che probabilmente è ancora maggioranza, siano il simbolo della fine della guerra. Con una sconfitta. Tante energie potrebbero forse essere parte di un nuovo inizio, ma ciò sarà impossibile senza capire fino in fondo l’essenza di questo conflitto.

1. La metafisica è tutto

Esiste un inganno fondamentale alla base di tutto. Si tratta anche di uno dei temi più complessi e quindi più difficili da comprendere, ma è necessario che chi vuole combattere coscientemente in prima linea capisca a fondo la questione. Il punto è il seguente: non si può ragionare con tutti. Per un semplice motivo: la ragione è un mezzo eccellente che parte da un punto A e ci porta ad un punto B in maniera coerente, rigorosa e giustissima. Tuttavia proprio perché è un mezzo per procedere coerentemente e per valutare la coerenza interna di un ragionamento, essa si fonda sempre su una metafisica. Per questo motivo se l’interlocutore non accetta le basi metafisiche del discorso con lui non è possibile ragionare. E, badate bene, quando parlo di metafisica non intendo necessariamente cose complesse, ma soprattutto cose semplicissime come il principio di non contraddizione che è da molti negato a parole (essendo impossibile negarlo nella pratica). Quindi non è possibile ragionare con tutti.

2. Focalizzare l’obbiettivo

Immaginate una torre d’acciaio in fase di costruzione ed immaginate al contempo che un gruppo di persone vogliano abbatterla. Immaginate ora che queste persone possano togliere alla torre 5 travi ogni giorno e che il costruttore possa porne 6 ogni notte. Infine immaginate che ogni piano di questa torre immensa poggi esattamente su 6 travi. Ora queste persone sarebbero sommamente stolte ad eliminare ogni giorno le travi dell’ultimo piano in fase di costruzione perché ogni 6 giorni il costruttore avrebbe ottenuto un nuovo piano (6 giorni equivalgono a 36 travi messe e a 30 travi tolte). Cosa dovrebbero fare allora? Semplicemente dovrebbero togliere 5 travi dalla base della torre, in maniera tale da far collassare la torre sotto il suo stesso peso. Così in un giorno cadrebbe la torre costruita in anni. Ora questa è un’analogia che non si discosta dal vero. Prendete i tempi contemporanei: i Cattolici lottano per evitare adozioni agli omosessuali e sono indifferenti ai bambini che muoiono nei grembi delle madri a causa dell’aborto. Così nel tempo i bambini muoiono e gli omosessuali trave per trave spostano la lotta. Così mentre non volete le adozioni ottenete le unioni civili, in futuro mentre non vorrete la pedofilia otterrete le adozioni. E si continuerà così per molto tempo. Non si può essere Cattolici ad interessi alterni! La dissoluzione del matrimonio è più grave dei “matrimoni” omosessuali e la morte degli innocenti è più grave della dissoluzione dei matrimoni. Quindi come mai la priorità dei Cattolici non è invertita? Prima l’aborto, poi il divorzio e infine le unioni degli omosessuali. Tuttavia nessuno oggi manifesta contro l’omicidio dei bambini, così come nessuno osa nemmeno lontanamente manifestare contro la dissoluzione della famiglia, tutti però a manifestare contro le unioni degli omosessuali. Così si attacca l’ultimo piano della torre e fra sei anni si dovrà attaccare il piano dopo senza mai fermare la costruzione. I Cattolici come buoi, dietro a discutibili capi popolo, si scagliano contro i mignoli e lasciano intatto il cuore.

Potrei anche azzardare una previsione: l’adozione dei bambini adesso non passerà, verrà bloccata e questo sarà presentato come una grande vittoria, però passeranno le unioni fra omosessuali come inevitabili; “tanto i bambini sono in salvo” ci diranno e intanto una nuova trave sarà posta. Basterà ancora aspettare qualche anno ed in futuro le adozioni passeranno in cambio di un male peggiore momentaneamente sventato. È così che si ammazzano i tori nelle corride.

3. Non tradire sé stessi

Ora immaginate che, continuando con l’esempio precedente, delle 5 travi che i Cattolici possono rimuovere ogni giorno dalla satanica torre una sia effettivamente rimossa, una venga lasciata perché una parte degli operai crede che il “progresso” sia positivo, un’altra venga lasciata perché i costruttori della torre sbagliano certamente, ma forniscono anche ad alcuni operai un lauto stipendio, un’altra venga messa di traverso in modo che sostenga l’attuale torre ma non sia d’appoggio al piano successivo, perché è tanto importante dialogare, l’ultima infine sia messa in maniera tale da non nuocere né favorire l’avanzamento della torre perché ciò che abbiamo conquistato fino ad adesso è un progresso, non si può sperperarlo! Così sarebbe impossibile danneggiare in qualche modo la torre, anzi la torre procederebbe alla velocità di più di un piano al giorno. Questa è la realtà dei Cattolici: interessi terreni e buonismo hanno disperso il gregge ed ora la Chiesa è dilaniata al suo interno ed in balia dei costruttori. Basta pensare:

  • Ai sacerdoti, anche di grado altissimo, che abbandonano il proprio gregge, chi per interesse, chi per paura di apparire avulso al mondo. Così abbiamo sacerdoti che esaltano eretici, pagani, infedeli ed apostati e attaccano e picchiano buoni credenti. Abbiamo coloro che esaltano cose malvagie e sminuiscono cose preziose, infangandole e cancellandole. Abbiamo coloro che aprono le porte alla falsità e rinnegano la verità. Guai a tutti costoro, perché, innalzati sopra gli altri, sentiranno più violentemente la caduta.
  • A coloro che pur dicendosi credenti non accettano la fede così come ci è stata tramandata. Costoro si reputano più intelligenti e migliori di tutte le menti che ci hanno preceduto negli ultimi duemila anni. In realtà propagano solo vecchie eresie e fanno marcire il corpo della Chiesa.
  • A coloro che pur dicendosi credenti non accettano obbedienti la sottomissione ai propri superiori e producono scismi. La Storia ci ha insegnato che un Papa, così come un vescovo od un sacerdote, non sono necessariamente Santi. Tuttavia solo da loro riceviamo la Santa Comunione e la Confessione per il perdono dei nostri peccati. Così abbiamo il dovere di difendere la sana dottrina, ma non abbiamo alcun diritto di creare scismi o di affrancarci dall’autorità della Chiesa.
  • A coloro che lasciano entrare nel sangue della Chiesa i suoi nemici. Costoro preferiscono Budda a Gesù, Osho a Sant’Agostino, il Talmud alla Summa, il Dalai Lama a San Gregorio. La verità è una sola.

Quando i Cristiani smetteranno di tradire se stessi? Quando smetteranno di distruggere la fede cattolica? Quando smetteranno di tradire l’alleanza che Dio ha voluto?

4. Non essere orgogliosi

Esiste una condizione drammatica nel Cattolico d’oggi ed è l’addestramento all’orgoglio che ci viene fatto da questa società. Il cristiano orgoglioso non accetta l’insegnamento dei sapienti, non accetta la parola dei vicari, rinnega le Scritture ed è immune al carisma. E, se non si accetta più il carisma dei Santi, non si accetta la testimonianza, e senza testimonianza non v’è fede. Fino a che uno pensa di essere il migliore non è aperto alla verità e per lui la verità è un’estranea.

5. Ricordare la natura della propria armata

Infine uno dei punti fondamentali che ha spinto l’esercito in rotta è questo. Ben pochi Cristiani paiono ricordare la natura della propria armata. Le nostre armi sono la preghiera ed il digiuno. I nostri soldati sono gli angeli e i testimoni. La nostra forza è Gesù Cristo. Se non torniamo all’essenza della nostra forza perderemo sempre: non se mai visto un esercito vincere senza armi.

Possa Dio salvare l’umanità.